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Marijuana danneggia memoria a breve termine

Un nuovo studio svela che l'uso di marijuana danneggia la memoria a breve termine dei suoi consumatori abituali irrimediabilmente

ROMA – Il consumo di marijuana può danneggiare irrimediabilmente la memoria a breve termine. Questo il risultato di un nuovo studio condotto da Reto Auer, dell’università di Losanna, e pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine che spiega come l’uso prolungato di marijuana ha effetti sulla memoria a breve termine.

Alessandro Martorana su International Business Times scrive che il team di ricercatori ha analizzato i dati relativi al consumo di marijuana di un campione di circa 3400 cittadini statunitensi nel corso di 25 anni e ha scoperto che le capacità cognitive, soprattutto la memoria, venivano alterate dall’uso continuo e prolungato di questa sostanza:

“L’unità di misura utilizzata da Auer per valutare la rilevanza del consumo è piuttosto singolare: si tratta degli anni-marijuana. Chi fuma erba ogni giorno per un anno ha accumulato un consumo di un anno-marijuana; lo stesso dicasi per chi fuma una volta ogni due giorni per due anni, o una ogni tre giorni per tre anni e così via.

I partecipanti allo studio Coronary Artery Risk Development in Young Adults (CARDIA) avevano tra i 18 e i 25 anni all’inizio della ricerca. Di questi, l’84% ha comunicato di aver fumato erba nel corso degli anni dello studio: si tratta in gran parte di fumatori occasionali (o comunque non troppo frequenti), che nella maggior parte dei casi avevano lasciato da parte la marijuana nel corso del tempo. Ad ogni modo, l’11% dei soggetti coinvolti fuma ancora oggi.

Dai test è emerso che esistono differenze tra chi aveva fumato erba (o continua a fumarla) e chi non lo aveva fatto in tutte le aree cognitive. Ma una volta che nel calcolo sono stati compresi tutti gli altri fattori dei quali parlavamo prima, l’unica divergenza significativa è quella relativa alla memoria a breve termine.

Il test che voleva verificare questa capacità prevedeva di memorizzare 15 parole in una lista e di cercare di ricordarne il più possibile 25 minuti più tardi. I risultati hanno mostrato che ogni cinque “anni-marijuana”, un soggetto su due riusciva a ricordare una parola in meno rispetto a chi non aveva mai fumato o aveva fatto un uso molto leggero di erba.

Si tratta di una differenza piuttosto lieve, ma secondo i dati raccolti dai ricercatori è una divergenza significativa. Il che, in termini statistici, significa che è poco probabile che sia dovuta al caso. Ad ogni modo, esistono dei limiti metodologici che magari non imporranno di ignorare questo studio, ma che sicuramente dovrebbero spingere ad analizzare meglio la questione.

Ad esempio, questi test sono stati eseguiti solamente alla fine del periodo di 25 anni incluso nella ricerca, ma non all’inizio. Questo significa che non è possibile analizzare la presunta variazione indotta dal consumo di marijuana. Inoltre, non è neanche possibile stabilire un nesso causale: nulla impedisce che la relazione tra i due elementi (il consumo e la minore capacità di memoria) sia inversa, indicando quindi che chi già in partenza ha minori capacità di memoria verbale sia più propenso a fumare erba nel corso della sua vita”.