Salute

Mastectomia preventiva: tutti i rischi per seno e capezzoli

ROMA – Dane’e McCree, dopo aver appreso che era ad alta predisposizione genetica al tumore al seno, come d’altronde un numero crescente di donne, aveva deciso di sottoporsi alla mastectomia preventiva, ovvero la rimozione del seno.

Il suo medico le aveva assicurato che la chirurgia ricostruttiva avrebbe risparmiato i capezzoli e lasciato i seni naturali. Si è operata ma, mentre il seno è esteticamente naturale, i suoi capezzoli sono insensibili, non rispondono ad alcuna stimolazione tattile, non percepisce il caldo o il freddo, non avverte prurito se ha un’erezione cutanea o dolore se sbatte inavvertitamente contro una porta.

Nessuno l’aveva avvertita. “Quando le mie due figlie mi abbracciano, non lo sento,” ha detto la McCree, 31 anni, store manager a Grand Junction, Colorado e mamma single.

Nel 2015, i chirurghi plastici hanno effettuato più di 106.000 ricostruzioni del seno, cifra in crescita del 35% dal 2000. Hanno applicato tecniche d’avanguardia per migliorare l’aspetto del seno ricostruito, più naturale, prendendo il tessuto dall’addome della paziente, risparmiando il capezzolo, riducendo al minimo le cicatrici e migliorando il seno rendendolo più grande, sodo, alto.

Il chirurgo spesso promette alle pazienti che il seno ricostruito sarà meglio del precedente. Ma altrettanto spesso, sulle conseguenze dell’intervento, si esprimono in termini ambigui. Le donne, affermano che non è chiaro se proveranno ancora sensibilità ed eccitazione sessuale.

Il problema principale è proprio nella parola “sensibilità”, ha affermato Clara Lee, professore associato di chirurgia plastica all’Ohio State University, che pratica chirurgia ricostruttiva del seno. I chirurghi che usano il tessuto di una donna per ricreare il seno potrebbero dire alla paziente che “sentirà” come se il seno fosse naturale, riferendosi a come lo sente qualcun altro, non la donna.

“L’attenzione è concentrata sull’aspetto delle donne, ma ciò che sentono è ignorato. E’ la prossima frontiera nel campo”, afferma Andrea L. Pusic, chirurgo plastico al Memorial Sloan Kettering Cancer Center specializzato nella ricostruzione del seno e studioso della qualità della vita delle pazienti dopo l’intervento chirurgico al seno.

“L’attenzione è posta su come i seni vengono visti e percepiti dagli altri e non dalla paziente, probabilmente perché le donne sono in gran parte, ancora giudicate dall’aspetto”, aggiunge Victoria Pitts-Taylor, professore e a capo degli studi sulle femministe, gender e sessualità alla Wesleyan University.

Nella mastectomia tradizionale, i chirurghi rimuovono il capezzolo e scavano nel tessuto del seno, causando notevoli danni al sistema nervoso. Ma ora, in certi casi, il capezzolo può essere risparmiato, regalando la speranza che qualche “sensazione” possa essere mantenuta.

Angelina Jolie ha scritto che nella doppia mastectomia preventiva i capezzoli sono stati risparmiati, ispirando altre donne ad alto rischio di cancro al seno, allo stesso tipo di intervento che tuttavia deve mantenere ancora alcune promesse e, in alcuni casi, non ripristina le sensibilità.

Per molte donne, la perdita di sensibilità al seno può essere devastante. Eve Wallinga, 60 anni, di St. Cloud, Minnesota, soprvvissuta al cancro, afferma che molte donne che scelgono la mastectomia preventiva credono che la chirurgia ricostruttiva restituirà dei seni nuovi ma non viene detto loro che non ritroveranno la sensibilità.

“Quando se ne rendono conto, rimangono sconvolte, si sentono tradite poiché non sono state avvertite”, aggiunge Wallinga. La mancanza di sensibilità è potenzialmente pericolosa.. Le donne che si sono sottoposte a mastectomia e a un intervento ricostruttivo, spesso hanno subito gravi ustioni sul seno a causa di un’eccessiva esposizione al calore: asciugacapelli, bagni di sole e docce troppo calde.

Diverse donne intervistate, hanno raccontato che non hanno realizzato che il reggiseno aveva provocato delle lesioni alla pelle, finché non hanno notato il sangue. Molte hanno vissuto momenti imbarazzanti poiché, indossando il costume da bagno o un maglietta, non si erano accorte che parte del loro seno era scoperta.

Un chirurgo, ricorda che una paziente si era ustionata mentre scolava la pasta: non si è resa conto finché, molte ore dopo, ha fatto la doccia.

Altre donne, afferma Cathy Balsamo, di Berkeley Heights, New Jersey,”hanno la strana sensazione che il seno sia più grande di quanto è nella realtà. Quando indosso il reggiseno sportivo, devo guardarmi allo specchio per assicurarmi che sia sistemato bene”.

I nervi danneggiati dall’intervento chirurgico, possono indurre alla sindrome di dolore post mastectomia (PMP): alcune donne affermano di avvertire formicolio mentre altre provano un debilitante dolore.

Le pazienti affermano che i medici minimizzano ma, secondo alcuni studi, colpisce dal 20 al 60% delle donne sottoposte a mastectomia.

Michelle Lamon Romero, 45 anni, di East Longmeadow, Massachusetts, afferma che, dopo l’intervento di due anni fa, il dolore l’ha resa inabile: ha perso il lavoro e per rendere gestibile la sofferenza deve assumere un mix di cinque farmaci.

Il medico le aveva detto che “non era possibile, era solo un fatto psicologico” ma su Facebook, la donna ha incontrato donne con lo stesso problema, non si sentiva più sola.
La maggior parte dei chirurghi concorda che l’intervento in cui si utilizza il tessuto della paziente, in luogo di un impianto, è la soluzione migliore: i nervi hanno più possibilità di rigenerarsi ma, per ora, ha prodotto risultati modesti.

La sensibilità è limitata alla pressione ma non si avverte il tocco, la temperatura o eccitazione sesssuale.

“E ‘l’ombra della sensibilità che le donne avevano in precedenza, un misero sostituto”, afferma Edwin G. Wilkins, dell’University of Michigan che sta conducendo un ampio studio sulla ricostruzione e le derivanti complicazioni.

Aldona J. Spiegel, chirurgo plastico di Houston, che ha aperto la strada alle tecniche per ricollegare i nervi nel seno e ripristinare la sensibilità, sostiene che l’intervento è promettente e aggiunge “dico alle pazienti che sono in grado di ricollegare i nervi nel seno ricostruito, che migliora la sensibilità ma non affermo mai che sarà come prima”, seppure alcune donne hanno comunque avuto un “significativo miglioramento”.

A una delle sue pazienti, Karen Holt, 65 anni, 14 anni fa era stato rimosso il seno sinistro e ricostruito con il suo tessuto. La Holt sostiene che “ha sensibilità erogena” ma i chirughi affermano che è un risultato raro.

“Alle persone non vanno date false speranze”, afferma Frank J. Dellacroce, chirurgo plastico e uno dei fondatori del Center for Restorative Breast Surgery a New Orleans.
“Il ripristino della sensibilità è considerato come il Santo Graal della ricostruzione del seno” e aggiunge “ma nessuno, fino a oggi, ha pubblicato un articolo scientifico che confermi la possibilità di restituire la sensibilità”.

Mentre i medici sono d’accordo sulla necessità di una mastectomia che risparmi i nervi, l’obiettivo della chirurgia è quello di assicurarsi che il tumore sia stato eliminato.

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