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Mcs, la malattia fantasma: migliaia di ricoveri. Ma per lo Stato non esiste

ROMA – Si chiama Mcs, acronimo inglese che sta per “sensibilità chimica multipla“, ed è praticamente una malattia fantasma. Almeno per lo Stato italiano che non la riconosce. Secondo uno studio australiano ne soffre circa il 4% della popolazione mondiale ma per il Ministero della Salute nostrano è una sorta di super allergia, figlia della modernità e dell’inquinamento.

In particolare il ministero parla di “intolleranza idiopatica“, cioè senza una causa ben precisa. Salvo poi specificare che la sindrome “potrebbe essere legata a una condizione di suscettibilità individuale piuttosto che alla tossicità delle sostanze”. Sensibilità cioè riconducibile a una più ampia sindrome psicosomatica. Ecco perché, il più delle volte, chi si reca in ospedale per ottenere una diagnosi, viene spedito dallo psichiatra.

Chi ne è affetto lamenta nausea, tachicardia, disfunzioni sensoriali, dolori muscoloscheletrici o gastrointestinali. Tutti malesseri che si manifestano ogni qualvolta il soggetto entra in contatto con determinati agenti chimici che per la maggior parte delle persone sono assolutamente innocui.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha inserita nell’International Classification of Diseases sotto l’etichetta di “allergia non specificata”. Ma tra i diversi Paesi non c’è condivisione. E’ riconosciuta negli Usa, Canada, Giappone, Svizzera, Spagna e Germania. In Italia invece no: periodicamente approdano in Parlamento proposte di legge per inserirla nella classificazione delle patologie coperte dal Sistema Sanitario Nazionale. Ma nessuna di queste è mai andata in porto. Ovviamente, trattandosi di malattia fantasma, nessuna cura o visita specialistica può essere rimborsata.

 

 

 


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