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Medici: rischiano di sparire 40mila specialisti in dieci anni

ROMA – Medici: rischiano di sparire 40mila specialisti in dieci anni. Il grido d’allarme dell’associazione dei medici e dei dirigenti sanitari (Anaao) ci racconta un sistema sanitario nazionale ridotto ai minimi termini riguardo al personale medico specialistico: nel prossimo decennio andranno in pensione 47.300 specialisti ospedalieri più 8.200 universitari e specialisti ambulatoriali. Un esodo di 55mila unità che non può essere contrastato da un turn over che la legge consente solo per un medico ogni quattro: risultato, mancheranno all’appello 40mila medici.

Un dato deve preoccupare: la metà dei nostri medici (48,7%) ha più di 55 anni, appena l’1,7% ha tra 30 e 34 anni. Il fatto è che i medici in età giovane non trovano sbocchi, tanti preferiscono emigrare: un altro dato ci dice che a chiedere la documentazione necessaria per esercitare all’estero nel 2009 erano solo in 369, l’anno scorso erano quasi duemila (1836). “Ognuno di loro è costato sui 150mila euro per la formazione, è come dire che regaliamo 1.800 Ferrari l’anno agli altri Paesi”, dichiara a La Stampa il Vice segretario nazionale vicario dell’Anaao, Carlo Palermo.

Una strozzatura è data dall’imposizione del titolo di specializzazione come requisito di accesso al lavoro nel SSN. Occorre, pertanto, anticipare l’incontro tra il mondo della formazione e quello del lavoro, oggi estranei l’uno all’altro, animati da conflittualità latenti o manifeste e contenziosi infiniti, consentendo ai giovani medici di raggiungere il massimo della tutela previdenziale ed al sistema sanitario di utilizzare le energie più fresche. La soluzione consiste nella trasformazione del contratto di formazione-lavoro in contratto a tempo determinato con oneri previdenziali ed accessori a carico delle Regioni e nel conseguente inserimento dei giovani medici nella rete formativa regionale. (Anaao.it)