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Meningite, sintomi e profilassi: come riconoscerla e chiedere aiuto

ROMA – Una meningite fulminante ha ucciso una ragazza di appena 18 anni, Susanna Rufi, che tornava a Roma dalla Giornata mondiale della gioventù a Cracovia. A causare la morte della giovane è stato il batterio meningococco C e non le ha lasciato scampo: un forte mal di testa, qualche vertigine e dopo poche ore dal ricovero Susanna è morta. La meningite è una infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello, ed è molto pericolosa. Se non si interviene in tempo la forma batterica è letale nel 50% dei casi diagnosticati. I sintomi vanno dal mal di testa alla febbre alta e il vomito, quasi una banale influenza, ma vanno tenuti sotto controllo.

Riconoscere la meningite da una semplice influenza non sempre è facile, poiché alcuni dei sintomi sono comuni: mal di testa, febbre alta, vomito e nausea, rigidità del collo, eruzione cutanea, fotosensibilità. Vanno tenuti sott’occhio anche  i riflessi plantari del piede, detti segno di Babinski: quando un paziente sano viene stimolato sotto la pianta del piede, con una sollecitazione che va dal tallone alla punta, flette le punte dei piedi come riflesso incondizionato. Un riflesso che però in caso di danno alle meningi viene a mancare e può costituire un campanello d’allarme, per cui è meglio rivolgersi ad un medico.

Esistono diversi tipi di meningite, causate da virus o da batteri e spesso si tratta di infezioni altamente contagiose, la cui incubazione va da 1 a 7 giorni. Il contagio avviene per via aerea o per via diretta, ad esempio per contatto con secrezioni infette da un portatore sano: raramente infatti il contagio avviene tra una persona che manifesta già i sintomi della malattia. In caso di contatti con persone che soffrono di meningite le strade da seguire sono due. Se i sintomi non si sono manifestati, è bene rivolgersi al proprio medico di base per la profilassi del caso. Se invece i sintomi si presentano, è consigliato rivolgersi direttamente all’ospedale per essere sottoposti alla profilassi e ad altri esami.

Va infine ricordato che per prevenire la malattia è importante la vaccinazione. Solo il vaccino infatti può prevenire la comparsa dei sintomi dopo l’eventuale contagio e può stroncare sul nascere il rischio di epidemie da meningococco o da altri agenti batterici. Un esempio che arriva dalla Regione Toscana, dove il vaccino per la meningite è stato reso disponibile dopo l’epidemia che ha portato a diversi casi di infezione, anche mortali, in meno di un anno.

 

 


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