Salute

Morbillo, cos’è, come si diffonde e come si manifesta

Morbillo, cos'è, come si diffonde e come si manifesta

Morbillo, cos’è, come si diffonde e come si manifesta

ROMA – Morbillo, cos’è e come si diffonde la malattia per la quale sta crescendo in modo esponenziale l’avversione di tanti genitori, che si oppongono al vaccino per i propri figli. Il morbillo è una malattia esantematica causata da un virus che si diffonde per via respiratoria che si si diffonde attraverso secrezioni nasali e faringee.

Come ricorda La Stampa, secondo i piani dell’Organizzazione mondiale della sanità si sarebbe dovuti arrivare all’eradicazione della malattia entro il 2015, ma mentre a settembre negli Stati Uniti questo obiettivo era realtà, in Italia non è così, anzi: nei primi due mesi del 2017 sono stati segnalati 692 casi di morbillo, concentrati in Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana.

Ma come si manifesta la malattia? Il virus ha un periodo di incubazione di circa 9-14 giorni. All’inizio è i sintomi sono quelli di una banale influenza: starnuti, tosse secca, febbre che tende ad aumentare con il passare dei giorni. Quindi puntini bianchi all’interno della bocca, macchie rosse dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il corpo.

L’eruzione cutanea dura tra i quattro e i sette giorni e i puntini cominciano a scomparire a partire dal collo: durante questo intervallo di tempo la febbre tende a mantenersi alta, di solito intorno ai 39 gradi. Una volta contratto il virus, si ottiene un’immunità a vita ovvero non ci si riammala più di morbillo.

Ma a spaventare sono le possibili complicanze. Il morbillo nel mondo rappresenta una delle più importanti cause di morte tra bambini e adolescenti, che uccide tra l’1 e il 2 per cento delle persone colpite.

Se le difese immunitarie sono più deboli è facile che compaiano complicanze come otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti, spiega La Stampa. A rischio complicanze sono soprattutto gli adulti.

Contro il morbillo non esiste una terapia specifica: si somministra del paracetamolo per abbassare la febbre, ma non ci sono farmaci specifici.

Riguardo al vaccino, sottolinea la Stampa,

in Italia non è obbligatorio, ma è raccomandato dalle autorità sanitarie sottoforma di complesso insieme a quello per la rosolia e la parotite. La prima dose del vaccino andrebbe inoculata intorno al 12-15° mese di vita del bambino, con richiamo verso i 5-6 anni. Si tratta di un vaccino attenuato, sicuro e senza alcun effetto collaterale.  A tal proposito ci tiene a precisare il dottor Guido Castelli Gattinara, responsabile vaccinazioni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: «È scientificamente esclusa qualsiasi correlazione fra l’inoculazione del vaccino trivalente (morbillo-parotite-rosolia) e l’autismo mentre tale vaccino non è raccomandato solo per i soggetti con deficit immunitario grave o sotto terapia immunosoppressiva con antineoplastici o antirigetto, in gravidanza o se la si progetta nel mese successivo all’eventuale inoculo (…). La scelta di non vaccinare per morbillo il proprio figlio esponendolo al rischio di complicanze e morte è non solo sbagliata, ma eticamente condannabile. La recente epidemia in Romania con oltre 3000 casi di morbillo e 17 bambini morti lo dimostra in modo tragicamente evidente”.

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