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Nuova mappa del cervello umano: speranza contro epilessia e autismo

MILANO – Una nuova mappa del cervello umano, più precisa delle precedenti versione, porta a raddoppiare il numero delle regioni cerebrali conosciute: 180 per ogni emisfero. E promette un valido aiuto per combattere malattie neurologiche come autismo ed epilessia.

La mappa  è stata messa a punto nell’ambito del ricerca Human Connectome (Connettoma umano) attraverso lo studio e l’incrocio dei dati relativi a oltre 210 cervelli. Grazie ad un software speciale, la nuova mappa può essere adattata a ciascun individuo e personalizzata, fornendo un prezioso strumento di indagine ai neurochirurghi e ai ricercatori che studiano malattie come l’autismo e l’epilessia.

”Questi nuovi strumenti ci aiuteranno a capire come si è evoluta la corteccia cerebrale e a scoprire il ruolo delle sue aree specializzate in condizioni di salute e di malattia, offrendo una precisione inedita sia per gli interventi chirurgici che per i controlli clinici”, ha spiegato Bruce Cuthbert del National Institute of Mental Health (Nimh) statuninense, che ha co-finanziato le ricerche coordinate dal neurobiologo David Van Essen dell’Università di Washington nell’ambito del consorzio Connettoma Umano.

Proprio da questo grande progetto di ricerca sono stati presi i dati relativi a 210 individui giovani e sani, sottoposti a diverse modalità di risonanza magnetica per valutare la micro-architettura del cervello, la struttura delle connessione nervose e le funzioni cognitive.

Dall’incrocio dei dati ha preso forma la nuova mappa ad alta definizione, in cui si delineano con precisione confini e attività di ben 97 nuove aree corticali, oltre alle 83 già note. La mappa, chiamata HCP-MMP versione 1.0 (Human Connectome Project Multi-Modal Parcellation version 1.0), è stata successivamente validata su un ulteriore campione di 210 persone: grazie alla combinazione con uno speciale algoritmo, infatti, può essere adattata alle caratteristiche di ogni singolo individuo, riuscendo a identificare perfino quelle aree corticali che in una piccola percentuale di persone risultano essere localizzate in modo atipico.

 


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