Salute

Obesità, allerta mondiale: un terzo della popolazione ne è afflitta

Obesità, allerta mondiale: un terzo della popolazione ne è afflitta

Obesità, allerta mondiale: un terzo della popolazione ne è afflitta

LONDRA – Quasi un terzo della popolazione mondiale è ormai in sovrappeso o obeso: è il dato allarmante emerso da uno studio. L’obesità, affermano gli esperti, è una “pandemia in crescendo” e “una preoccupante emergenza sanitaria”, che porta all’aumento del tasso di diabete e malattie cardiache.

Il team ha scoperto che nel 2015, in tutto il mondo, il peso in eccesso ha provocato 4 milioni di decessi. Sempre nello stesso anno, solo il 61% dei decessi correlati al peso sono stati classificati come “obesità” mentre il restante 39% era dichiarato solo in “sovrappeso”; un risultato che fa pensare che i problemi di salute inizino a un peso inferiore rispetto a quello considerato in precedenza, scrive il Daily Mail.

Dall’allarmante studio, basato su cifre ricavate nel 2015 da 195 paesi di tutto il mondo, è emerso che 2,2 miliardi di persone, il 30% della popolazione mondiale di 7,5 miliardi, erano in sovrappeso. Di queste, 711 milioni sono classificate obese, quasi il 10% della popolazione mondiale. L’obesità è definita da un indice di massa corporea o un punteggio IMC superiore a 30, mentre il sovrappeso ha un IMC superiore a 25.

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I ricercatori hanno scoperto che il Regno Unito è ben al di sopra della media globale, con il 67% degli uomini e il 57% delle donne, entrambi in età adulta, in sovrappeso. Di questi, il 24% degli adulti britannici, 12 milioni di persone, sono considerati obesi, il che costituisce un incredibile aumento dal 1980 quando solo il 16% era in questa fascia.

Tra i bambini, il 7,5% è obeso, per un totale di 1 milione di bambini britannici, che nel 1980 registrava il 5,5%. I tassi più bassi di obesità erano in Bangladesh e in Vietnam, si parla dell’1%; la Cina, con 15,3 milioni e l’India, con 14,4 milioni, registravano il maggior numero di bambini obesi.

Nel 2015, gli Stati Uniti, con un tasso di obesità del 33% e 79,4 milioni di persone obese, e la Cina, con un tasso di appena il 5% ma un totale di 57,3 milioni di persone obese, avevano il maggior numero di adulti obesi. Christopher Murray, ricercatore dell’Università di Washington, Stati Uniti, ha detto che le persone devono iniziare a considerare seriamente il loro peso.

“Chi pesa molto, mette a rischio la sua vita: malattie cardiovascolari, diabete, cancro e altre pericolose patologie. I puntuali propositi che si fanno per il nuovo anno dovrebbero trasformarsi in un impegno costante a perdere peso e impedire di guadagnare chili in più nel futuro”.

I risultati, pubblicati sul New England Journal of Medicine, sono stati ottenuti utilizzando delle statistiche dell’OMS, nell’arco di tempo tra il 1980 e il 2015. E’ emerso che in più di 70 Paesi i tassi di obesità, in quel periodo, erano raddoppiati e, nella maggior parte delle altre nazioni, aumentati in modo costante. Ashkan Afshin, autore principale dello studio, ha dichiarato:

“L’obesità è una delle emergenze sanitarie più impegnative dei nostri giorni, colpisce circa una persona su tre. Nel corso degli ultimi dieci anni sono stati valutati numerosi interventi, ma esistono scarse prove sull’efficacia a lungo termine”.

Nel mondo, il 65% dei decessi legati al peso sono dovuti a malattie cardiache, il 14% al diabete di tipo 2, il 7% a patologie renali e il 9% al cancro. Un report pubblicato a marzo da NHS Digital, ha rivelato che in Inghilterra un quarto degli uomini adulti sono inattivi, fanno moto circa mezz’ora a settimana; cifre che peggiorano per quanto riguarda le donne: il 27 per cento fa meno di mezz’ora di attività moderata a settimana. In Italia, secondo un rapporto dell’Osservatorio della Salute, nel 2015 circa il 35,3% della popolazione adulta era in sovrappeso e obeso il 9,8%; la prevalenza di obesità e sovrappeso era registrata al Sud.

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