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Olio di palma: che cos’è, come si ottiene e perché si usa tanto

ROMA – Olio di palma: che cos’è? Come si ottiene? Due domande che molti si sono posti in un momento storico in cui l’attenzione alla qualità del cibo è altissima. Parliamo dell’olio vegetale più usato al mondo (35% del totale), seguito da quello di soia (circa 27%), colza (circa 14%), girasole (8%) e oliva, che rappresenta solo l’1% del mercato degli oli vegetali (Fonte Oil World – dicembre 2015). Questo è il motivo per cui fare chiarezza e andare oltre i pregiudizi è doveroso. Prima di tutto bisogna specificare che l’olio di palma non è utilizzato prevalentemente nel settore alimentare, bensì in quello zootecnico, dall’oleochimico, dal cosmetico e dal farmaceutico. Fatto che dovrebbe mettere in guardia da quella che sta diventando una sorta di “crociata alimentare” contro questo prodotto di origine naturale.

CHE COS’E’ – L’olio del frutto di palma viene estratto per spremitura dalla polpa dei frutti della palma da olio, che si presentano come piccole prugne, le drupe. Ognuna di esse contiene circa il 30-35% di olio. Da una palma da olio è possibile ricavare ogni anno circa 40 kg di olio. La produzione si estende principalmente in Sud-est asiatico. Malesia e Indonesia sono i più grandi produttori: l’86% della produzione mondiale arriva proprio dai due Paesi.

COME SI OTTIENE – I frutti della palma da olio vengono sterilizzati tramite vapore, poi denocciolati, pressati e infine filtrati. Dal processo di spremitura si arriva ad avere l’olio grezzo, dal caratteristico colore rosso scuro, dovuto all’elevata quantità di Beta-carotene. Tramite raffinazione si migliorano le caratteristiche organolettiche del prodotto, procedendo ad ulteriori procedimenti di trasformazione a seconda del campo di applicazione. Si presenta in varie forme: grezzo, rosso, pastoso, in barattoli o bottiglie. Solido, giallo chiarissimo, in panetti. Liquido, giallo e trasparente, quello più in uso in Europa e America.

PERCHE’ SI USA – L’olio di palma è un ingrediente versatile. Resiste al calore, ha sapore e fragranza neutri. Non si ossida e permette di evitare l’uso di conservanti. Per le sue proprietà fisiche (durezza, consistenza e plasticità), è in grado di conferire agli alimenti una consistenza notevole (cremosa o croccante a seconda dei casi). Se assunto nell’ambito di una dieta bilanciata non fa male alla salute, regola che vale per tutti gli alimenti. Contiene il 49 % di grassi saturi e il 51% di grassi insaturi e quindi va consumato con moderazione. L’Istituto superiore di sanità ha recentemente pubblicato un parere tecnico scientifico “sull’eventuale tossicità dell’olio di palma come ingrediente alimentare”. Il risultato è che nella letteratura scientifica non risultano evidenze dirette che l’olio di palma, quale fonte di acidi grassi saturi, abbia un effetto diverso sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri grassi con simile composizione percentuale di grassi saturi e mono/poliinsaturi.

 

Alcune fonti utilizzate per la realizzazione del contenuto:
www.oliodipalmasostenibile.it
palmoilandfood.eu
aidepi.it http://www.aidepi.it/news/493-olio-di-palma.html