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Olio di palma nemico del cuore? Iss: “A far male è l’eccesso di grassi saturi”

ROMA – Olio di palma nemico del cuore? Sul web si legge questo e molto altro. La grande quantità dei siti che in questi ultimi anni hanno iniziato a trattare il complesso tema dell’alimentazione forniscono informazioni spesso parziali, che non si basano su dati scientifici. E’ invece necessario attingere da fonti serie e attendibili. Da questo punto di vista risulta fondamentale il parere dell’Istituto superiore di sanità (Iss), redatto in seguito alla richiesta di parere tecnico scientifico “sull’eventuale tossicità dell’ olio di palma come ingrediente alimentare”, pervenuta dalla Direzione Generale Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Ministero della Salute .

Lo studio evidenzia come nell’olio di palma non ci sia un ingrediente specifico particolarmente tossico che non si trovi in altri alimenti simili. In altre parole: l’olio di palma in sé non fa male. E’ la concentrazione di grassi saturi presenti a far sì che vada utilizzato con cautela. In Italia infatti, sia adulti che bambini assumono più acidi grassi di quanto raccomandato.

La letteratura scientifica – specifica l’Iss – non riporta l’esistenza di componenti specifiche dell’olio di palma capaci di determinare effetti negativi sulla salute, ma riconduce questi ultimi al suo elevato contenuto di acidi grassi saturi rispetto ad altri grassi alimentari”. Tale eccesso di grassi saturi “ha effetti negativi sulla salute, in particolare, un aumento del rischio di patologie cardiovascolari”. L’olio di palma è indubbiamente “una rilevante fonte di acidi grassi saturi”, essendone composto per ben il 50%, ossia in “quantità superiore alla maggior parte degli altri grassi usati in alimentazione, quali olio di semi di girasole, olio di soia e margarine vegetali”.

L’attenzione deve essere focalizzata piuttosto sulla quantità di acidi grassi saturi che assumiamo quotidianamente, considerando che molti alimenti di largo consumo come latte e derivati, uova e carne li contengono naturalmente. Bisogna evitare l’accumulo, ricordando che gli organismi sanitari nazionali e internazionali ne “raccomandano livelli di assunzione non superiori al 10% delle calorie totali”. Gli italiani sembrano sforare tale limite, perché dalle rilevazioni Iss è emerso che nella popolazione adulta del nostro Paese il consumo è dell’11,2%, specificando che “nei bambini tra i 3 e i 10 anni risulta superiore all’obiettivo del 10%”. I dati forniti si riferiscono agli anni 2005-2006, (gli unici disponibili). A fronte della continua crescita delle importazioni di olio di palma sarà presto necessario un aggiornamento potrebbe portare con molta probabilità a stime peggiori. Parola d’ordine: moderazione.

 

Alcune fonti utilizzate per la realizzazione del contenuto:
www.oliodipalmasostenibile.it
ww.marionegri.it
ut.entecra.it
ww.fondazioneveronesi.it/articoli/alimentazione/olio-di-palma-fa-davvero-cosi-male-alla-salute