Salute

Operazione alla prostata eseguita tramite il polso: nuova tecnica per ridurre rischio incontinenza

Keith Painter

Keith Painter

LONDRA – Un’operazione alla prostata eseguita tramite il polso può ridurre il rischio di incontinenza: la procedura poco invasiva riduce infatti la dimensione dell’organo bloccando le arterie. L’ingrossamento della prostata può comportare un intervento chiururgico importante. Keith Painter, 56 anni, ingegnere aerospaziale di Gloucestershire, si è sottoposto alla nuova procedura meno invasiva e ha raccontato la sua esperienza a Oona Mashta del Daily Mail.

Painter ricorda che circa otto anni fa, aveva iniziato ad alzarsi nel corso della notte per urinare diverse volte. Nel giro di poco tempo però, la situazione è peggiorata ed era costretto ad andare in bagno anche cinque o sei volte ogni notte. Il medico di base gli consigliò di evitare alcool e caffeina poiché irritano la vescica, ma i sintomi continuarono a peggiorare. La notte non dormiva e di giorno era stanco. Il medico a quel punto sospettò che soffrisse di un ingrossamento della prostata e lo spedì da un urologo: fece varie analisi, tra cui un test per misurare la velocità del flusso dell’urina.

Le analisi confermarono l’ingrossamento della prostata, prescrissero a Painter dei farmaci ma dopo 1 anno e mezzo circa, ha ricominciato ad alzarsi nel corso della notte. A quel punto l’urologo disse che poteva sottoporsi a un’operazione chiamata resezione transuretrale della prostata (TURP) in cui viene rimossa parzialmente parte dell’organo. Ma a Painter sembrava un intervento invasivo rischiando di diventare impotente e incontinente.

All’inizio dell’anno, mentre era in attesa di un appuntamento per procedere alla Turp, un suo amico gli parlò dell’embolizzazione dell’arteria prostatica (PAE), in cui vengono impiegate minuscole particelle di plastica mirate all’occlusione delle arterie prostatiche. Un intervento mini invasivo, completamente indolore ma, purtroppo le arterie di Painter, nelle scansioni si rivelarono complesse; per fortuna stavano sperimentando un’altra tecnica, in cui un tubo viene alimentato attraverso un vaso sanguigno del polso. “L’intervento, in anestesia locale, è durato due ore, ero sveglio ma non sentivo dolore. Sono tornato a lavorare dopo due giorni”.

“Ora, non ho bisogno di alzarmi spesso nel corso della notte ma i medici hanno detto che ci vorrà un po’ di tempo prima che la situazione torni normale”.  Nel Regno Unito un intervento privato di PAE costa 4.500 euro circa mentre al servizio sanitario nazionale, costa tra i 2.200 e 3.300 euro.

To Top