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Paralisi simil polio torna negli usa: colpito bambino di 3 anni

NEW YORK – Un bimbo di 3 anni è stato colpito da una improvvisa paralisi alle gambe e alle braccia. I sintomi sono simili a quelli della poliomielite e la diagnosi dei medici è di mielite flaccida acuta, una rara complicazione causata dall’enterovirus D68, che tra il 2014 e il 2015 è stato responsabile di una epidemia che ha colpito mille persone. Per questa malattia simil-polio non esiste cura, né vaccini e l’unico consiglio medico è quello di prevenire ogni possibile contatto che possa causare il veicolo dell’infezione.

Laura Cuppini scrive sul Corriere della Sera che i primi casi noti di questa infezione risalgono al febbraio 2014, quando cinque bambini tra i 2 e i 16 anni hanno presentato paralisi agli arti. Due dei cinque bambini erano risultati positivi all’enterovirus D68, un virus molto raro associato a sintomi simili a quelli della poliomielite. Solo un anno dopo i casi accertati erano 120. Ora a luglio un bimbo di 3 Chesterfield, in Virginia, è stato colpito dall’improvvisa paralisi. I genitori di Carter Roberts hanno atteso tempo per le diagnosi:

“mielite flaccida acuta, infezione che causa appunto una paralisi simil-polio. Oggi Carter può muovere solo il lato sinistro del volto e un dito di un piede. Se gli si parla, reagisce tirando fuori la lingua e chiudendo gli occhi. Purtroppo, per la sua condizione non esistono cure. Grazie alla terapia del linguaggio, però, riesce a dire qualche parola”.

Il Centers for Disease Control and Prevention ha confermato che i casi di mielite flaccida acuta sono 50 negli Stati Uniti, ma la malattia simil-polio ha colpito più di cento bambini:

“«La massima circolazione degli enterovirus avviene generalmente tra agosto e ottobre – spiega Kevin Messacar, pediatra infettivologo al Children’s Hospital del Colorado -. In questo periodo assistiamo a un maggior numero di casi di mielite flaccida acuta e sembra che l’incidenza della malattia sia in aumento. Si tratta di una complicazione molto rara di altra patologia, ma penso sia importante prendere seriamente il problema perché gli effetti sono invalidanti e a lungo termine».

Non esiste un vaccino per gli enterovirus “incriminati” e quindi i medici consigliano di puntare al massimo sulla prevenzione: coprirsi la bocca quando si tossisce o starnutisce, non andare a scuola o al lavoro quando si è malati, lavare frequentemente le mani”.

Il virus è stato isolato per la prima volta negli anni Sessanta in California, ma non aveva mai dato grosse preoccupazioni. Anche se simile al virus della poliomielite, non si riteneva che potesse avere tali effetti. Messacar nel 2015 ha pubblicato uno studio sulla rivista Lancet in cui mostra che il virus è presente nei bimbi colpiti dalla paralisi:

“«Da quando la polio è stata eradicata, le paralisi flaccide acute nei bambini sono diventate inusuali – spiegava allora Messacar -. Fra il primo agosto e il 31 ottobre 2014 abbiamo notato invece un gran numero di casi nel nostro ospedale, nel bel mezzo di un’“epidemia” di infezioni respiratorie dovute a rinovirus ed enterovirus. Abbiamo perciò cercato di capire se vi fosse una correlazione fra l’infezione respiratoria e la paralisi, valutando dodici bambini arrivati in ospedale con debolezza muscolare a uno o più arti che avevano avuto sintomi respiratori nella settimana precedente al ricovero»”.

Ora la malattia fa paura e non esiste né una cura né un vaccino. Questa malattia ricorda la poliomielite, debellata dall’Italia dal 1983 e dall’Europa negli anni 2000 proprio grazie all’efficacia del vaccino, che deve essere continuato:

“In tre Paesi (Pakistan, Afghanistan e Nigeria del nord) il virus è endemico e le segnalazioni sono frequenti. La campagna per il vaccino antipolio è partita in Italia il 1° marzo 1964: la malattia all’epoca portava alla paralisi di circa tremila persone ogni anno e aveva ondate drammatiche, come quella del 1958, con 7.500 individui colpiti dall’infezione”.


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