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Pidocchi, scuole piene ecco come combatterli

MILANO – Pidocchi, scuole piene. Ecco come combatterli. Prima di tutto va ricordato che i pidocchi non volano né saltano, ma si passano solo attraverso il contatto diretto o lo scambio di spazzole, pettini, lenzuola, asciugamani, cappelli e altri oggetti a contatto con la nuca. Quindi attenzione a questi oggetti.

Per verificare che il “contagio” sia avvenuto bisogna osservare in particolare le zone della nuca e dietro le orecchie, dove i pidocchi preferiscono appostarsi per succhiare il sangue. Per capire che non si tratta di forfora ma davvero di questi animaletti (o di lendini, le loro uova) basta scuotere la testa: la forfora scivola via facilmente, i pidocchi restano tenacemente aggrappati alla testa.

Una volta appurato che il contagio è avvenuto, cosa che accade soprattutto in luoghi affollati come scuole, asili e colonie, i possibili trattamenti, spiega Cristina Marrone sul Corriere della Sera, sono a base di prodotti chimici a base di piretrine, permetrina o malathion, anche se anche questi, come molti farmaci, ormai sono in alcuni casi inefficaci, vista la resistenza dei pidocchi, come dei batteri.

Il trattamento va somministrato una prima volta e poi una seconda volta dopo una settimana. Resta comunque utilissimo, anche se poco gradevole, rimuovere i pidocchi e le loro uova meccanicamente, con un pettine a denti stretti, con una distanza tra loro inferiore al diametro delle uova. Se la terapia non viene applicata in modo corretto e non vengono eliminate tutte le uova sono facili le ricadute. Ed eliminarle tutte non è semplice, dal momento che ogni parassita può depositarne anche 300 nel corso della sua vita.

Una volta debellata l’infestazione in testa bisogna provvedere ad eliminare eventuali pidocchi anche da abiti e biancheria: lenzuola e asciugamani vanno lavati a 60 gradi, i vestiti entrati in contatto con la testa vanno invece lavati a secco.

Va ricordato che non esistono trattamenti preventivi per evitare l’infestazione: meglio controllare periodicamente la testa dei bambini, suggerisce al Corriere della Sera Stefano Veraldi, direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Milano, soprattutto durante il periodo scolastico. E non serve nemmeno tenere i capelli corti: l’unico vantaggio è che così i pidocchi sono più evidenti.

 

 


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