Blitz quotidiano
powered by aruba

Pronto Soccorso: i migliori d’Italia (quelli dove aspetti di meno)

ROMA – Quello dell’Ospedale di Acireale è senza dubbio un caso limite, con attese fino a 7 giorni per ottenere il ricovero in reparto, ma non si può dire che nel resto dei Pronto soccorso italiani le cose vadano molto meglio: sovraffollamento, attese, mancanza di spazi per malati terminali, scarso impiego della terapia del dolore, carenza di informazioni delineano il pessimo ‘stato di salute’ delle strutture, confermato dall’ultimo tragico caso di cronaca relativo al decesso di un uomo malato terminale di tumore dopo un’attesa di oltre 50 ore al Pronto soccorso dell’Ospedale San Camillo a Roma.

Il problema principale restano i tempi di permanenza. Agenas, l’agenzia che per conto del Ministero della salute monitora stato e qualità delle prestazioni offerte del sistema sanitario nazionale, stima che in un quarto dei Pronto Soccorso degli ospedali italiani bisogna aspettare oltre le 24 ore per essere visitati ed eventualmente dimessi o trasferiti in un altro reparto. Agenas ha fornito anche un utile strumento per verificare, ospedale per ospedale, città per città, quanti accessi e soprattutto quali tempi di permanenza offre ogni singolo Pronto Soccorso.

Una specie di classifica dei Pronto Soccorso, consultabile presso il sito di Agenas, oppure tramite L’Espresso che pubblica la tabella interattiva riferita ai tempi di permanenza nei reparti di Pronto Soccorso (clicca qui e vai al nome dell’ospedale per verificare se l’attesa è inferiore alle 24 ore, compresa tra 12 e 24 ore, inferiore di 12 ore). Una classifica, dicevamo, perché anche se non il solo, evidentemente, quello dell’attesa è il criterio che più approssima un una giusta valutazione. L’Espresso cita il caso limite dell’ospedale Annunziata di Cosenza, dove nel 2014 quasi un paziente su 4 ha superato un’intera giornata prima di essere visitato.

In nessun altro pronto soccorso italiano la permanenza dei pazienti è durata – in media – tanto a lungo, ma anche nelle città principali ci sono alcune strutture che spiccano. Diverse di loro si trovano nella capitale. Lì sono cinque gli ospedali in cui la fetta di pazienti costretta a passare oltre 24 ore nel pronto soccorso viaggia fra il 12 e 17 per cento del totale. Di nuovo, non minuscoli reparti di provincia: parliamo del Sant’Andrea, del Filippo Neri, del Policlinico di Tor Vergata, del Pertini e del Sant’Eugenio. Tutti luoghi in cui, ogni anno, vengono registrati decine di migliaia di accessi al pronto soccorso. (Davide Mancino, L’Espresso)