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Rifarsi il seno? Cinque cose da sapere prima dell’intervento

ROMA – Sognate un décolleté come quello di Emily Ratajkowski? Quest’estate sulla spiaggia vi piacerebbe sfoggiare un seno alla Kate Upton? Se dopo attente riflessioni e oculate ricerche siete assolutamente certe di voler ricorrere al bisturi, ecco una lista di cose che dovreste sapere prima di sottoporvi all’intervento. Cinque consigli che Pierfrancesco Bove, chirurgo plastico e fondatore insieme a Raffaele Rauso del network ChirurgiadellaBellezza, ha illustrato al congresso Cosmetology Trichology Aestetic Practices di Dubai, a fine aprile scorso.

Nell’ultimo anno, le donne di tutto il mondo sono ricorse alla chirurgia estetica 17 milioni di volte. Tanti sono gli interventi praticati, e il più gettonato è senza dubbio la mastoplastica additiva. E’ un desiderio assolutamente legittimo, che accomuna molte donne tra i 20 e i 40 anni. Per evitare brutte sorprese però è bene tenere a mente alcune cose:

Il primo punto è spiegare ai pazienti che il desiderio di assomigliare a questo o a quel personaggio famoso, non è l’approccio corretto: “Bisogna sempre rispettare l’armonia e la proporzione del corpo o del viso, senza strafare. È giusto rispettare l’unicità di ciascuno e assecondare le caratteristiche fisiche del paziente, non cercare di riprodurre quelle di qualcun altro o le esigenze di moda del mondo”

Secondo, per la scelta della protesi bisogna considerare sia i desideri della paziente, sia le sue misure corporee, per evitare effetti innaturali: “Un corpo molto magro con un seno molto prorompente molto difficilmente è un dono di madre natura e quasi sicuramente è un fake. Tra l’altro bisogna considerare che a lungo andare un peso eccessivo potrebbe causare problemi alla spina dorsale” spiegano i due chirurghi plastici. Anche per questo, prima dell’intervento i chirurghi simulano una preview del risultato definitivo facendo indossare delle apposite coppe mammarie alla paziente, al di sotto di uno specifico reggiseno: non sempre quello che sulla carta piace, fa lo stesso effetto se provato di persona: “La paziente indossa degli appositi reggiseni o delle canottiere in cui si inseriscono dei simulatori mammari così da dare l’effetto dopo l’operazione. Ascoltare la paziente, le sue esigenze e aspettative è importante, ma non bisogna mai dimenticare l’equilibrio e l’armonia. Un bravo chirurgo deve anche sapere dire di no a richieste eccessive”.

Terzo: ricordate che non sarete ventenni per sempre: “Alle pazienti più giovani, diciamo di pensare tra 40 anni come sarà cambiato il proprio corpo. Un seno da pin up oggi, potrebbe dare più di un problema domani. Le più sensibili a questo argomento sono le mamme che, a due o tre anni dalla nascita di un bambino, decidono di intervenire sul décolleté. Per questo, in linea generale, evitiamo protesi troppo grandi che alla lunga potrebbero dare problemi” affermano Rauso e Bove.

Quarto, la scelta del tipo di protesi è determinante: “Oggi in commercio ne esistono molte marche, tra cui è difficile orientarsi. Quello che la paziente può fare è chiedere se la marca della protesi che il chirurgo propone garantisce a vita oppure in caso di contrattura capsulare, uno degli inconvenienti più frequenti, l’impianto mammario: questi sono sinonimo di serietà dell’azienda, che è talmente sicura della qualità dei propri prodotti da farsene carico a tempo indeterminato”.

Quinto, per una buona riuscita bisogna sapere che dopo l’intervento sarà necessario avere alcune accortezze per ridurre i rischi post intervento. Proprio per venire incontro a questa esigenza, il team di ChirurgiadellaBellezza ha messo a punto la Smart mastoplastica, una particolare combinazione di procedure consolidate e sicure che consente di ottimizzare i tempi dell’intervento (mezz’ora circa contro le canoniche due ore), riducendo l’edema e il gonfiore. “Il minore tempo di intervento comporta anche tempi di recupero accorciati: avendo assunto basse dose di farmaci anestesiologici, la paziente li smaltisce in poco tempo, risvegliandosi pressoché senza dolore grazie all’anestetico locale infiltrato dal chirurgo prima di operare” concludono Rauso e Bove.

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  • Emily Ratajkowski
  • Kate Upton (LaPresse)
  • Kate Upton
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