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Sciroppo tosse, filo interdentale… Sicuri che funzionano?

ROMA – Quando si assume un farmaco o ci si sottopone a un test, si è convinti di ottenere risultati positivi. Eppure alcuni recenti studi dimostrano che molti dei rimedi offerti a persone tra i 40 e i 70 anni di età si rivelano di minimo beneficio. In gran parte dei casi non vi è alcuna prova che giustifichi l’uso di quei farmaci, ma i medici continuano a prescriverli perché “potrebbe comunque valerne la pena”, spiega Rob Hicks, medico di famiglia.

SCIROPPO PER LA TOSSE Ogni anno si spendono circa 400 milioni di euro per farmaci da banco come ad esempio, i rimedi per la tosse. Nel 2014, l’organizzazione Cochrane ha rilevato non vi era alcuna prova del fatto che una buona medicina per la tosse riducesse la durata del sintomo o ne accelerasse la guarigione.

Lo studio ha analizzato i risultati di 29 studi clinici che hanno coinvolto quasi 5.000 pazienti con tosse acuta, solitamente causata da un’infezione delle vie respiratorie e provocata da un virus.

Il prof. Alyn Morice, un esperto di medicina respiratoria all’Università di Hull, spiega: “Nonostante la notevole spesa per i rimedi contro la tosse, la loro efficacia è scarsa”. L’esperto afferma che ci sono farmaci contenenti destrometorfano che possono eliminare la tosse, ma la dose di 60 mg raccomandata dai produttori è probabilmente troppo bassa e al contempo mette in guardia dall’assumere dosi più elevate.

I medicinali contenenti la difenidramina – antistaminico e anestetico locale – possono ridurre la tosse scatenata da allergie senza per questo accelerare il recupero. Il prof. Morice conclude che acquistare medicinali per la tosse quando non è di tipo allergico è un inutile spreco di denaro.

ARTROSCOPIA – Molte persone sono sottoposte ad artroscopie – tecnica che permette di illuminare e visualizzare l’interno dell’articolazione e di intervenire nelle ricostruzioni dei legamenti, ricostruzioni del menisco e cura dell’artrosi – per affrontare il dolore al ginocchio

Ebbene, i test “dimostrano che in genere non funziona”, dice Philip Conaghan, un professore di medicina muscoloscheletrica all’Università di Leeds. E questo perché il dolore viene dall’osso sottostante e dal tessuto che riveste le articolazioni, invece che dalla cartilagine. “L’artroscopia, non va a incidere una di quelle parti”.

Il problema è che ci sono molte persone con dolori di cui non si conosce l’origine. Dicendo loro che si può osservare all’interno del ginocchio e pulire un po’ può sembrare una soluzione positiva”. In un solo caso l’artroscopia può essere utile: “Un menisco strappato blocca il ginocchio e la tecnica può offrire ottimi risultati”.

FILO INTERDENTALE – In base a una ricerca il filo interdentale ai fini della salute orale e dentale, non fa alcuna differenza, afferma il prof. Damien Walmsley, consulente scientifico della British Dental Association. E in un articolo sul Journal of Clinical Periodontology conclude: “La maggior parte degli studi disponibili non riescono a dimostrare che il filo interdentale sia efficace per la rimozione della placca e la diminuzione di infiammazioni gengivali.

Walmsley ammette che continua a utilizzarlo perché lo fa “sentire meglio” e aiuta a eliminare frammenti di cibo ma aggiunge:”Chi non lo usa non si preoccupi, se ne può fare tranquillamente a meno”.

Al contrario, la raccomandazione di lavarsi i denti due volte al giorno è supportata da studi, afferma, in quanto è utile a distruggere i batteri e impedisce la formazione della placca che libera acidi corrosivi ed enzimi in grado di intaccare lo smalto dei denti e causare carie.

ANTIBIOTICI PER IL MAL D’ORECCHIO – Un bambino su quattro soffre d’infezione all’orecchio (otite media) all’età di dieci anni. Una ricerca effettuata presso l’Università di Southampton mostra che il rimedio più comune prescritto dai medici è l’antibiotico.
In realtà in due casi su tre le infezioni sono virali e dunque gli antibiotici sono inadeguati; solo un caso ogni tre è causato da batteri, afferma il prof. Tony Nerula, presidente otorinolaringoiatra ENT UK.

Un’infezione virale solitamente si risolve spontaneamente entro 48 ore e i pazienti possono assumere semplicemente paracetamolo o ibuprofene. “Il problema è che i medici non hanno alcun modo di sapere se la causa è un virus o un batterio”.