Salute

Sei errori dei no vaccino

Sei errori dei no vaccino

Sei errori dei no vaccino

ROMA – Sei errori dei no vaccino: dal rischio autismo agli effetti collaterali, passando per i complotti delle multinazionali. A confutare queste tesi attraverso il Corriere della Sera è Roberto Burioni, virologo dell’ospedale San Raffaele di Milano, autore del libro “Il vaccino non è un’opinione” e titolare di brevetti internazionali relativi a vaccini.

  1. I vaccini hanno gravi effetti collaterali. E’ uno degli argomenti più utilizzati da chi non vuole vaccinare i propri figli. Replica il professor Burioni: “Gli effetti collaterali gravi sono rarissimi: il più frequente è una violenta reazione allergica chiamata anafilassi che si verifica in meno di un caso su un milione e si risolve senza danni se c’è un medico presente. Malattie come il morbillo causano invece conseguenze gravi e irreversibili in un caso su mille”.
  2. Il vaccino contro il morbillo causa l’autismo. Anche in questo caso il virologo è categorico: “Non esiste alcuna relazione tra vaccinazioni e autismo, che ha basi genetiche e con tecniche adeguate può essere diagnosticato ben prima della vaccinazione”.
  3. I vaccini sono inutili perché le malattie sono scomparse. L’unica malattia scomparsa (grazie al vaccino) è il vaiolo, ricorda Burioni. E infatti il vaccino contro questa malattia non si fa più. Ma, sostiene il virologo, “agenti pericolosissimi, come quelli che causano la difterite e la poliomielite, sono ancora diffusi in molti Paesi e in mancanza di un’adeguata copertura vaccinale potrebbero tragicamente ritornare. L’ultima epidemia di poliomielite in Europa si è verificata nel 1992 proprio in una comunità olandese che rifiuta le vaccinazioni, a riprova di quanto sia importante non abbassare la guardia”.
  4. I vaccini sono un complotto delle multinazionali. Burioni porta i dati relativi al fatturato dei vaccini e a quello dei farmaci: “Nel 2015 tutti i vaccini messi insieme hanno fatturato in Italia 318 milioni di euro. I farmaci per l’epatite C, causata da un virus contro il quale purtroppo non abbiamo un vaccino, da soli oltre 1700 milioni di euro. È stato calcolato che per ogni euro speso in vaccino se ne risparmiano 20 in spese farmaceutiche”. Secondo il virologo, quindi, “chi non vaccina il proprio figlio promuove gli interessi delle multinazionali in maniera molto efficace”.
  5. I vaccini vengono somministrati troppo presto. “Eppure, sottolinea Burioni, alcune infezioni, come la pertosse o la meningite da emofilo, sono particolarmente gravi nel primo periodo di vita. Di qui l’importanza di non rimandare”. Anche perché secondo quanto sostiene il virologo “non solo i vaccini non indeboliscono il sistema immunitario, ma lo rendono più efficiente stimolandolo nel modo più naturale possibile”.
  6. La libertà di decidere se vaccinare il proprio figlio. Questo desiderio non tiene conto della cosiddetta immunità di gregge, che si realizza se tutti i bambini vengono vaccinati, in modo da impedire che gli agenti infettivi possano circolare. In questo modo, spiega Burioni, “vengono protetti anche i bambini troppo piccoli per essere vaccinati, coloro che non hanno risposto al vaccino (nessuno è efficace al 100%) e soprattutto i pazienti che non si possono vaccinare, magari perché stanno combattendo un tumore dell’infanzia. Per questo non si può invocare la libera scelta”.

 

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