Blitz quotidiano
powered by aruba

Semi di albicocca, rischio avvelenamento da cianuro

ROMA – “Mangiare più di tre semi piccoli di albicocca crudi, oppure meno di mezzo seme grande per volta può far superare i limiti di sicurezza”. Lo scrive l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa). Il pericolo, ovviamente, vale a maggior ragione per i bambini: in questo caso basta anche solo un piccolo seme di albicocca per superare i limiti di sicurezza.

Il rischio, scrive l’Efsa, è quello di un avvelenamento da cianuro. Nei semi di albicocca è infatti presente un composto di origine naturale, chiamato “amigdalina”, che si trasforma in cianuro una volta ingerito. L’intossicazione può causare nausea, febbre, mal di testa, insonnia, sete, letargia e altri sintoni. Nei casi più estremi può portare anche alla morte.

L’allarme è scattato in quanto, secondo l’Efsa, la maggior parte dei semi di albicocca crudi in commercio nell’UE sono “importati da Paesi extraeuropei e venduti ai consumatori tramite Internet. I venditori li promuovono come alimento antitumorale e alcuni caldeggiano l’assunzione di 10 o 60 semi al giorno rispettivamente per la popolazione in genere e per i malati di cancro”.

Ciò ovviamente non vale per le albicocche come alimento, il cui consumo è considerato sicuro al 100% in quanto il seme non entra in contatto con la polpa.