Blitz quotidiano
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Sigarette, aumento 20 cent anche per Camel, Winston…ELENCO

ROMA – Ancora brutte notizie per i fumatori: da lunedì 2 maggio sono scattati gli aumenti anche sulle altre marche di sigarette. Venti centesimi in più a pacchetto sulle Camel, le Winston Blue e pure sulle super slim Glamour. Per l’elenco completo e relativi prezzi clicca qui.

Lo scorso 20 aprile era toccato ai prodotti della Philip Morris: in primis le Marlboro passate da 5,20 euro a 5,40. E poi Merit soft, Chesterfield, Diana e pure le Ms che resistono ancora tra le più economiche.

Nel mese dedicato alla lotta contro il fumo (Maggio) il rincaro era atteso, anche in conseguenza dell’aumento delle accise sui tabacchi entrato in vigore a gennaio scorso. Ormai, è chiaro a tutti, la strategia di aumento del prezzo è la più efficace nel convincere gli amanti delle bionde a smettere. Totalmente inefficaci sono invece gli interventi a scopo informativo: opuscoli, tutor e immagini non bastano a tenere testa contro uno dei vizi più radicati.

Al momento, l’unica via di scampo resta il tabacco trinciato il cui prezzo resterà invariato. Ma non per molto. E comunque non il Manitou Virginia, anch’esso vittima dell’aumento.

Intanto è lotta agguerrita al mercato nero. Solo nel 2015, in 8.411 interventi realizzati dalla Guardia di Finanza contro le frodi doganali, sono state sequestrate più di 274 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e 549 mezzi terrestri e navali usati per il trasporto e l’occultamento delle merce, con la denuncia di 5.885 persone, di cui 226 arrestate.

Si stima che il contrabbando di sigarette in Italia costituisca il 7% del mercato, un dato molto inferiore alla Gran Bretagna, dove è il 21,5%, e alla Grecia (19,8%)

Secondo l’istituto di ricerca SWG, il 35% degli italiani è convinto che il contrabbando di sigarette giochi un ruolo di primo piano nel sovvenzionare il terrorismo internazionale. Più di 3 intervistati su 5, però lo giustificano come un “fenomeno che c’è sempre stato e sempre ci sarà” (64%) e che lo Stato tende a tollerare (62%). Tre italiani su 4 (il 75%) ritengono che ci sia uno stretto legame tra mondo economico, mafie e Daesh e per quasi il 60% degli intervistati proprio questi legami costituiscono un ostacolo chiave alla possibilità di realizzare un intervento internazionale mirato a colpire il terrorismo nelle sue fonti di finanziamento.