Blitz quotidiano
powered by aruba

Sigarette: da mercoledì pacchetti più cari di 20 cent

ROMA – Brutte notizie per i fumatori: da mercoledì 20 aprile scattano gli aumenti su gran parte dei prodotti Philip Morris. Le Marlboro passano da 5,20 euro a 5,40. Venti centesimi in più a pacchetto anche sulle Merit soft, Chesterfield, Diana e altri prodotti del noto marchio

Il caro sigarette scatterà a partire dalla mezzanotte, ma questa è solo la prima tranche. Nei prossimi giorni infatti non sono esclusi adeguamenti dei prezzi anche sugli altri pacchetti. Comprese le Ms che resistono ancora tra le più economiche.

Al momento, l’unica via di scampo resta il tabacco trinciato il cui prezzo resterà invariato. Ma non per molto.

Intanto è lotta agguerrita al mercato nero. Solo nel 2015, in 8.411 interventi realizzati dalla Guardia di Finanza contro le frodi doganali, sono state sequestrate più di 274 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e 549 mezzi terrestri e navali usati per il trasporto e l’occultamento delle merce, con la denuncia di 5.885 persone, di cui 226 arrestate.

Sono alcuni dei dati emersi nel corso del convegno “Le rotte dei traffici illeciti in Europa e nel Mediterraneo”, organizzato a Roma dall’Associazione Priorità Cultura, presieduta da Francesco Rutelli, e dall’Istituto Affari Internazionali, con il contributo di British American Tobacco Italia.

Si stima che il contrabbando di sigarette in Italia costituisca il 7% del mercato, un dato molto inferiore alla Gran Bretagna, dove è il 21,5%, e alla Grecia (19,8%). “La Grecia rappresenta un corridoio naturale di passaggio tra l’Oriente e l’Occidente e, negli ultimi anni, ha visto crescere notevolmente il contrabbando dei prodotti del tabacco, che nel 2013 ha avuto l’incremento più significativo in Europa (+26%), a causa dell’aumento della tassazione, della crisi economica incombente e di una diffusa tolleranza sociale. Ogni anno, in Grecia, il contrabbando di sigarette frutta 455 milioni di euro”, ha osservato Georgios Vasileiadis, segretario anticorruzione greco.

“Senza dubbio il contrabbando dei prodotti del tabacco costituisce una delle principali fonti di finanziamento delle criminalità transnazionali: i profitti che ne derivano sono notevoli, mente i rischi che queste attività comportano risultano ancora molto bassi”, ha affermato Jerome Abelman direttore Affari legali di Bat.

Secondo l’istituto di ricerca SWG, il 35% degli italiani è convinto che il contrabbando di sigarette giochi un ruolo di primo piano nel sovvenzionare il terrorismo internazionale. Più di 3 intervistati su 5, però lo giustificano come un “fenomeno che c’è sempre stato e sempre ci sarà” (64%) e che lo Stato tende a tollerare (62%). Tre italiani su 4 (il 75%) ritengono che ci sia uno stretto legame tra mondo economico, mafie e Daesh e per quasi il 60% degli intervistati proprio questi legami costituiscono un ostacolo chiave alla possibilità di realizzare un intervento internazionale mirato a colpire il terrorismo nelle sue fonti di finanziamento.


TAG: