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Sindrome di Munchausen, cos’è? Danneggi e uccidi tuo figlio per attirare attenzione su di te

ROMA – Ha soffocato la figlia una, due, tre volte. Molte altre volte ancora, chiedendo l’aiuto dei medici e portandola in ospedale. All’apparenza un padre preoccupato e disperato, ma era proprio lui a causare i problemi di salute alla bambina per attirare su di sé le attenzioni dei medici. Un comportamento malato e che ha un nome: si tratta della sindrome di Munchausen per procura, una patologia mentale per cui il genitori, solitamente la madre, abusa fisicamente del figlio per farlo stare male, portandolo spesso alla morte. Questo quanto accaduto a Bari, dove Giuseppe Difonzo, 29 anni, ha soffocato e ucciso la figlia Emanuela di appena 3 mesi che era ricoverata in ospedale.

Le persone affette da questo disturbo mentale arrecano un danno fisico al figlio per attirare l’attenzione su di sé. Il bambino viene usato quindi per appagare un desiderio, inconscio, del genitore di mettere in atto un dramma personale e rinforzare la loro relazione con medici o ambiente ospedaliero. Gli esperti la chiamano ”Sindrome di Munchausen per procura”: l’ abuso che deriva dalla troppa cura.

Il genitore inventa sintomi e malattie per curare le quali sottopone il figlio ad una infinità di accertamenti medici e diagnostici, spesso invasivi, inutili e ingiustificati. In America il fenomeno risulta essere ormai diffuso quasi quanto gli abusi sessuali in famiglia. Un elemento che rende questo abuso poco identificabile è il fatto che i genitori che esercitano questo tipo di violenza sono all’apparenza particolarmente solleciti e attenti al loro bambino.

Ciò trae in inganno anche i medici che difficilmente arrivano a pensare che sia stata invece proprio il genitore ad avvelenare o soffocare il figlio o indirettamente ne abbia causato addirittura la morte. La sindrome, che prende il nome dal barone von Munchausen, un nobile mercenario tedesco del XVIII secolo famoso per le sue bugie, è detta ‘per procura’ perché i sintomi delle immaginarie malattie sono proiettate dal genitore, generalmente dalla madre, sui figli.

Il bambino vittima di questa forma di abuso rischia seri danni fisici e psicologici e, spesso, la vita. La persona che esercita questo tipo di violenza ha forti disturbi della personalità di tipo isterico o narcisistico, sottopone il figlio ad esami diagnostici che spesso altera per convincere i medici della presenza di una patologia e gli somministra farmaci che nessuno ha mai prescritto al bambino. Gli esperti hanno inoltre scoperto come la sindrome abbia delle caratteristiche ‘seriali’. Un genitore ‘Munchausen’ arriva spesso a spostare la sua attenzione patologica da un figlio all’altro, di preferenza all’ultimo nato.