Salute

Sushi, allarme biologi: è dannoso per i mari e per l’uomo. Ma tutti ne vanno matti

LONDRA – Tutti pazzi per il sushi, il piatto tipico della cucina giapponese a base di pesce crudo. Dal semplice impiegato alle star di Hollywood, tutti lo considerano un pasto trendy e salutare. Ma secondo i biologi marini potrebbe essere una leggenda: in realtà procurerebbe danni ai mari e anche all’essere umano.

A parte la consistente diminuzione del tonno negli oceani, il dato allarmante riguarda le minuscole microsfere di plastica contenute nei pesci. Il mercato del sushi, nel Regno Unito, è arrivato a 69 milioni di sterline l’anno: il suo successo è dovuto al basso contenuto calorico e alla ricchezza di vitamine.
Daniel Pauly e Dirk Zeller, dell’University of British Columbia, in Canada, lo scorso anno hanno pubblicato un autorevole studio sulla pesca: le popolazioni di tonno rosso e giallo hanno raggiunto livelli “di crisi”.

In una conferenza alla Zoological Society of London, Pauly ha affermato:”Nel corso degli anni c’è stato l’effetto Popeye (Braccio di Ferro) in cui tutti mangiavano spinaci, poi è stato il turno della vitamina D e, dopo, della C che ci avrebbe salvati dal cancro”. “Ora è la volta degli Omega-3 ma niente di tutto ciò è vero: occorre solo mirare a una dieta equilibrata”.

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Pauly afferma che il tonno servito nei sushi bar, contiene microsfere di plastica, presenti anche nei prodotti cosmetici e nei deodoranti. Le microsfere di plastica, vietate nel Regno Unito a seguito di una campagna del Daily Mail, sono una sorta di calamita per pesticidi e prodotti chimici industriali. “Pillole di veleno”, spiega Pauly, “che assorbono gli inquinanti, vengono ingoiate da pesci piccoli che, a loro volta, vengono mangiati dal tonno”.

Zeller, avverte che il tonno può contenere alti livelli di mercurio e bifenili policlorurati (PCB), entrambi inquinanti chimici presenti nelle acque, tra le sostanze più tossiche mai create e al bando anche in Italia, temute poiché probabilmente cancerogene.

Entrambi gli studiosi, suggeriscono ai consumatori di mangiare pesce meno trendy come acciughe e sardine, la maggior parte dei quali invece è attualmente trasformata in farina, come alimento per gli animali.

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