Salute

Tatuaggi, nanoparticelle di colore vanno nel sangue. Fino ai linfonodi

Tatuaggi, nanoparticelle di colore vanno nel sangue

Tatuaggi, nanoparticelle di colore vanno nel sangue

ROMA – Così alla moda che più di un italiano su sei (il 15% della popolazione) non riesce a farne a meno: i tatuaggi, antichi orpelli su pelle oggi assurti a body art, potrebbero però non essere più considerati sicuri. Non basta assicurarsi che siano rispettate le regole igieniche, prima fra tutte gli aghi usa e getta. L’insidia, questa volta, arriva infatti dagli inchiostri, che possono liberare minuscole particelle di colore capaci di viaggiare nel sangue. Le ha viste per la prima volta il più potente dei microscopi, ossia la luce di sincrotrone. Pubblicata sulla rivista  Scientific Reports, la scoperta si deve al gruppo coordinato da Ines Schreiver, dell’Istituto Federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bfr).

Le particelle osservate hanno le dimensioni di un milionesimo di millimetro e, una volta entrate nel sangue, viaggiano fino a raggiungere i linfonodi, le sentinelle delle nostre difese immunitarie. Le conseguenze per la salute restano oscure ma al momento quel che è certo è che si è osservato un rigonfiamento cronico dei linfonodi.

“Quando qualcuno vuole farsi un tatuaggio è molto attento a rivolgersi a centri che utilizzano aghi sterili”, spiega Hiram Castillo, del Centro europeo per la luce di sincrotrone Esfr (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble. “Tuttavia nessuno controlla la composizione chimica dei colori, bisognerebbe farlo e adesso ne dimostriamo il motivo”, ha aggiunto.

La maggior parte degli inchiostri usati per fare i tatuaggi contiene pigmenti organici, ma anche altre sostanze come nichel, cromo, manganese, cobalto e il biossido di titanio per il bianco. Le immagini di campioni di pelle e linfonodi prelevati da persone tatuate, osservati grazie alla luce di sincrotrone, hanno permesso di vedere che sottopelle si accumulano le particelle più grandi, dal diametro di un millesimo di millimetro, mentre nei linfonodi si depositano le più piccole, del diametro di un milionesimo di millimetro.

I possibili effetti sull’organismo non sono ancora chiari e il prossimo passo per i ricercatori sarà quello di analizzare ulteriori campioni prelevati da persone che hanno avuto effetti collaterali dovuti ai tatuaggi: si cercherà di ricostruire eventuali collegamenti tra queste reazioni indesiderate e le caratteristiche degli inchiostri utilizzati nei tatuaggi.

Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis del gruppo San Donato a Milano spiega al Corriere della Sera:

“Era noto che gli inchiostri dei tatuaggi possono provocare pseudolinfomi, e cioé l’ingrossamento dei linfonodi. È una conseguenza tipica di quando entra nell’organismo una sostanza esterna che entra nel circuito linfatico fino ad arrivare ai linfonodi. Questo nuovo studio ha potuto accertare quello che era un sospetto, e cioé che la causa dei pseudolinfomi possono essere anche gli inchiostri dei tatuaggi. L’infiammazione del sistema linfatico è qualcosa che in genere si risolve da sé, ma se si parla di cronicità allora siamo di fronte a possibili alterazioni del sistema immunitario. Le particelle di inchiostro, entrando nel sistema linfatico possono ipoteticamente raggiungere i vari organi, ma le conseguenze al momento non sono note e sarà certamente oggetto di studi futuri”.

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