Salute

Test pre-vaccinali: lunghi, costosi e non servono a niente

Test pre-vaccinali: lunghi, costosi e non servono a niente

Test pre-vaccinali: lunghi, costosi e non servono a niente

ROMA – Test pre-vaccinali: lunghi, costosi e non servono a niente. Sottoporre un bambino ai test pre-vaccinali, cioè quelle indagini preventive per scoprire se per esempio è allergico o c’è qualche evidenza diagnostica che sconsigli la vaccinazione, è costoso per le famiglie e soprattutto inutile. Nonostante gli appelli del Codacons (ad agosto, in corrispondenza con le polemiche sull’introduzione dell’obbligatorietà delle vaccinazioni), lo scetticismo organizzato in rete, che i test pre-vaccinali non servono lo dicono i pediatri italiani e gli scienziati.

Che sia una fatica inutile e una perdita di tempo per una profilassi inefficace, lo dicono cioè la Società italiana di Pediatria (Sip), lo conferma l’Istituto Superiore di Sanità, vale a dire due istituzioni scientifiche. Le quali sono state costrette ad attrezzarsi mediaticamente per far breccia nel muro di paranoia anti vaccinale (e antiscientifica) che tanti adepti raccoglie su Internet. Del resto metodologia d’indagine e risultati attesi suggeriscono l’inutilità delle indagini preventive: sono rarissimi i casi di reazione avversa ai vaccini, come cercare un ago nel pagliaio. Bisognerebbe fidarsi di più dei pediatri e alla loro “Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni”: qui sono descritte le situazioni a rischio, elencati gli indizi, prescritte le procedure di cautela.

L’Istituto Superiore di Sanità, nel suo utilissimo vademecum sulle vaccinazioni pediatriche, chiarisce che per esempio la tipizzazione HLA (ovvero di antigeni di superficie delle cellule) non ha alcuna utilità perché «È vero che alcune malattie (tra cui varie patologie autoimmuni) sono più frequenti nei possessori di determinati antigeni HLA, ma questo non significa che si possa prevedere con questo esame se una persona svilupperà una data malattia.

Se quindi tale previsione è difficile, si può intuire come sia davvero impossibile prevedere quali soggetti portatori di determinati antigeni HLA potrebbero più facilmente sviluppare una reazione severa dopo una vaccinazione». (Elena Meli, Corriere.it)

 

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