Blitz quotidiano
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Tossine: pomodori, arance, patate. Sì, ma non fanno male

ROMA – E’ vero, anche prodotti della terra sani come arance, patate, pomodori, basilico, funghi possono contenere sostanze tossiche, tossine da evitare: ma di qui a dire che fanno male alla salute – allarmi che in rete possono diventare questi sì virali e contagiosi – ce ne corre.

E’ l’associazione nazionale dei biologi a fornire un vademecum (ne tratta Elena Meli sul Corriere della Sera) prezioso per riconoscere i potenziali rischi e soprattutto le controindicazioni per poter mangiare senza preoccupazioni i nostri amati prodotti.

Basilico. Contiene metileugenolo, una sostanza che serve a proteggere le giovani piante dai parassiti. Test di laboratorio sui topolini hanno dimostrato che aumenta di poco la possibilità di insorgenze tumorali. Ma che per gli uomini sia dannoso non è stato dimostrato. In ogni caso per mangiare un buon pesto senza timori basta usare piantine più adulte, diciamo alte più di 16 centimetri.

Funghi. Qui gli esperti biologi consigliano più cautela: “Contengono idrazine in grado di provocare il cancro se assunte in grande quantità: si tratta però di composti distrutti dalla cottura e dall’essiccazione, per cui basta non consumare i funghi crudi o poco cotti per non correre il minimo pericolo”.

Pomodori e arance assolti. E’ controproducente lanciare allarmi contro questi due alimenti tanto importanti per la salute. Il pomodoro contiene “tomatina”, un antibiotico vegetale, le arance il d-limonene, una specie di insetticida e detergente. Fanno male? “Per entrambe le sostanze non esistono prove reali di tossicità ed è bene non credere agli “allarmi” su pomodori e arance, che anzi sono alleati della salute grazie agli innumerevoli preziosi nutrienti che contengono”, è la risposta dei biologi.

Patate. La solanina contenuta è un alcaloide tossico. Bisogna saper scegliere le patate al mercato, né troppo vecchie né troppo giovani. Si trova nella buccia e si mette in moto soprattutto con l’esposizione alla luce: ce ne accmo perché il colore diventa verdognolo e la patata inizia a germogliare.