Salute

Trieste, asilo non ammette bambini: “Non sono vaccinati”

Trieste, asilo non ammette bambini: "Non sono vaccinati"

Trieste, asilo non ammette bambini: “Non sono vaccinati”

TRIESTE – I bambini non vaccinati non sono stati ammessi all’asilo. Il Comune di Trieste ha rifiutato l’iscrizione alle scuole d’infanzia di 4 bambini le cui famiglie hanno deciso di non vaccinarli. Le autorità sanitarie avevano sollecitato, ai fini dell’iscrizione, 23 famiglie a vaccinare i propri figli: 19 hanno scelto di farlo, mentre le altre 4 si sono rifiutate.

Claudio Del Frate sul Corriere della Sera scrive che Trieste è a prima città in Italia ad aver adottato la delibera che prevede regole molto rigide per la prevenzione delle malattie contagiose:

“tutti i bambini da 0 a 6 anni, per essere accettati in una delle 27 scuole comunali, devono essere in regola con le 4 vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge: difterite, tetano, epatite, poliomielite. Una norma ancora più severa di quella adottata dalla Regione Emilia Romagna, dove l’obbligo vale solo per i bimbi fino a 3 anni.

Il “no” all’iscrizione dei 4 bambini giunge al culmine di una battaglia, soprattutto legale, affrontata dal comune che si è trovato contro un agguerrito quanto esiguo numero di famiglie anti vacciniste e si inserisce in pieno nel dibattito che sta investendo proprio in questi giorni l’intera opinione pubblica nazionale. «La nostra delibera – racconta Angela Brandi, assessore ai servizi educativi – è partita lo scorso novembre da un dato di fatto: a Trieste la percentuale di popolazione vaccinata oscillava a seconda delle malattie tra l’89 e il 91 %, a fronte di una soglia di sicurezza fissata al 95. Abbiamo dunque raccolto l’allarme della comunità medico scientifica sul tema, anche in mancanza di provvedimenti da parte della Regione Friuli Venezia Giulia»”.

Le famiglie antivacciniste hanno tentato di fermare la delibera del comune con un ricorso al Tar, ma i giudici amministrativi hanno bocciato la richiesta, perché la tutela della salute pubblica deve sempre prevalere sulle scelte individuali. Anche il ricorso al Consiglio di Stato ha dato esito negativo, spiega Angela Brandi:

“«Il 28 aprile abbiamo pubblicato le graduatorie degli ammessi alle scuole dell’infanzia (nidi e materne) e in collaborazione con le autorità sanitarie abbiamo passato in rassegna chi possedeva i requisiti giusti. Per 64 bimbi mancavano le vaccinazioni: abbiamo chiamato a una a una le famiglie, rendendoci conto che per oltre 30 casi la vaccinazione era stata eseguita in altri comuni o all’estero; altri 19 genitori hanno accettato di sottoporre il figlio al trattamento dietro nostro consiglio mentre in 4 casi non c’è stato verso di far cambiare idea. A quel punto abbiamo rifiutato l’iscrizione: un atto di responsabilità da parte nostra e che riteniamo inattaccabile anche perché a differenze delle elementari, per nidi e materne la legge non prevede obblighi di frequenza»”.

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