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Tumore alla prostata, il cane lo fiuta: nel 98% dei casi scopre la malattia

ROMA – Ci sono cani da tartufo e cani da tumore. Uno studio ha dimostrato che i cani riescono a diagnosticare il tumore alla prostata semplicemente annusando l’urina di un paziente e difficilmente sbagliano. A svolgere la ricerca il Centro militare veterinario di Grosseto con il patrocinio dello Stato Maggiore della Difesa. I ricercatori hanno così scoperto che il miglio amico dell’uomo è in grado di scoprire, con una affidabilità pari al 98%, se il tumore alla prostata c’è o no.

Il Gazzettino scrive che questo tipo di tumore produce delle sostanze specifiche e volatili che possono essere fiutate dai cani:

“Zoe, Liu e Jack – spiegano gli urologi – sono tre pastori tedeschi di età compresa tra uno e sei anni, dopo un rigoroso addestramento sono stati in grado di riconoscere l’urina dei pazienti affetti da tumore prostatico con un’accuratezza del 98%. Teniamo conto che l’accuratezza dell’antigene prostatico specifico associato al primo campionamento bioptico della prostata non supera il 35% di accuratezza”.

Ma come è possibile che questi animali siano in grado di fiutare, letteralmente, il cancro? Risponde il Gazzettino:

“I cani utilizzano un organo specifico per l’elaborazione dei dati olfattivi: l’organo vomeronasale. Situato sopra il palato, tra il naso e gli occhi, è un secondo cervello dedicato agli odori. Il metodo migliore per veicolare le sostanze chimiche da riconoscere, in questo caso le cellule tumorali, è attraverso i liquidi. E l’urina del paziente è perfetta”.


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