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Tumore, bloccare la produzione di grasso per fermarne la crescita: un nuovo approccio

ROMA – Bloccare la formazione del grasso per fermare la crescita del cancro. Questa la soluzione a cui sono arrivati i ricercatori del Salk Institute, che hanno pubblicato un articolo su Nature Medicine che pone le base per un metodo innovativo nei trattamenti anti-tumorali. La ricerca si basa sull’osservazione di come le cellule tumorali ricablano il proprio metabolismo per supportare la rapida divisione e diffusione. Interrompere dunque la produzione di questi lipidi può diventare un modo di arrestare la proliferazione delle cellule tumorali.

Le cellule tumorali, spiega il primo autore dello studio Reuben Shaw, creano le proprie molecole di grasso per costruire membrane plasmatiche e altre strutture cellulari. Focalizzandosi sul ruolo dell’enzima Acetyl-CoA Carboxylase, o Acc, che svolge un ruolo chiave nella sintesi dei lipidi, i ricercatori sono riusciti a individuare un metodo per bloccare l’azione dell’enzima e quindi la produzione del grasso. Rosana Kapeller, ricercatore del laboratorio della Nimbus Therapeutics e co-autore dell’articolo, ha spiegato:

“Questa scoperta conferma che spegnendo la sintesi dei lipidi può portare beneficio in alcuni tipi di tumore e che gli inibitori dell’enzima Acc rappresenta un modo fattibile di farlo. Abbiamo utilizzato per questo studio un nuovo approccio di chimica computazionale per progettare inibitori in grado di bloccare questo enzima e i risultati sono decisamente incoraggianti”.

I ricercatori si sono concentrati sullo studio di cellule tumorali del polmone e hanno scoperto che bloccando l’enzima le masse tumorali si sono ridotte di due terzi rispetto ai campioni non trattati. Il risultato ottenuto è stato di soppressione dell’87% dei tumori nei casi in cui l’enzima è stato bloccato, contro una percentuale di riuscita del 50 percento in caso di trattamento standard. Shaw, autore dell’articolo, ha commentato:

“Questa è la prima volta che qualcuno ha dimostrato che questo enzima è richiesto per la crescita dei tumori e rappresenta un valido punto di partenza per un nuovo approccio nelle terapia anticancro passando proprio dal bloccaggio della sintesi dei grassi. Abbiamo così ottenuto un nuovo promettente farmaco per i trial clinici sui sottotipi di tumori del polmone, ma anche del fegato e di altri tipi di tumore. La scoperta rappresenta dunque una nuova arma nell’arsenale della lotta al cancro”.


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