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Uovo, quando c’è allergia: mal di pancia, orticaria e asma dopo il pasto

ROMA – Se dopo aver mangiato le uova soffrite di mal di pancia, orticaria e asma potreste essere allergici. L’allergia all’uovo è una patologia molto diffusa nei primi anni di vita e solitamente scompare con la crescita del bambino, ma alcuni fattori di rischio espongono già in tenera età a questa allergia. Avere genitori allergici o venire esposti alle proteine dell’uovo nei primi mesi di vita o in utero in maniera intensa aumenta infatti la possibilità di sviluppare questa anomala risposta del sistema immunitario. La cura è prima di tutto nella dieta, con l’eliminazione dei cibi che lo contengono, oltre che dell’alimento stesso, o curando i sintomi in caso di reazione allergica con antistaminici e cortisone.

Antonella Sparvoli sul Corriere della Sera spiega che le uova contengono diversi tipi di proteine in grado di indurre una reazione allergica, che sono l’ovomucoide, l’ovoalbumina, l’ovotransferrina e il lisozimma, e che sono presenti sia nel tuorlo che nell’albume. Ci sono casi in cui sviluppare questa allergia è più probabile, come avere familiarità per le allergie, ad esempio genitori o parenti stretti che siano soggetti allergici, oppure in presenza di dermatite atopica o ancora con una intensa esposizione all’uovo, sia quando si è nell’utero che nei primi mesi di vita per allattamento o inalazione.

I sintomi compaiono generalmente tra pochi minuti e due ore dall’assunzione delle proteine allergizzanti e possono essere di vario tipo:

“Manifestazioni intestinali: (50% dei casi): vomito, dolori addominali, diarrea che compaiono dopo l’assunzione di uova devono far sorgere il sospetto di allergia
Manifestazioni cutanee (45-75% dei casi):
Dermatite atopica che compare o si aggrava dopo il consumo di uova. Nei bambini con dermatite atopica una cascata di reazioni immunologiche e infiammatorie favorisce l’eruzione dell’eczema (lesioni arrossate ed escoriate sulla pelle)
Orticaria e angioedema (un rapido gonfiore di cute, mucose ed eventualmente tessuti sottomucosi). L’orticaria è un disturbo caratterizzato dalla formazione di pomfi arrossati più o meno in rilievo sulla pelle, che possono causare prurito”.

La diagnosi di questa allergia si basa prima di tutto sull’osservazione della sintomatologia dopo l’assunzione dell’alimento, ma possono essere fatti anche prick test, le prove cutanee che vengono eseguite sul braccio, oppure attraverso le analisi del sangue con il siero di anticorpi IgE specifici per gli allergeni coinvolti. Si tratta, sottolinea la Sparvoli, di test orientativi:

“Né i prick test né il dosaggio delle IgE specifiche permettono di diagnosticare l’allergia alimentare all’uovo, tuttavia hanno un valore orientativo . La prova decisiva per dimostrare l’allergia all’uovo è la sua esclusione dalla dieta. La dieta di eliminazione va praticata per circa 2 settimane. Se al termine di questo periodo i sintomi sono scomparsi o si sono molto attenuati, si reintroduce l’alimento (test di scatenamento) tenendo il paziente in ambiente ospedaliero adeguatamente attrezzato: se i disturbi ricompaiono, si ottiene la prova inequivocabile dell’allergia all’uovo”.

Una volta conclamata l’allergia o intolleranza all’uovo, la terapia consiste soprattutto in una dieta di eliminazione in cui l’alimento che causa la reazione viene completamente escluso dalla dieta quotidiana. Considerando che, generalmente, l’allergia all’uovo ha una durata di 3 anni, dopo l’eliminazione si procede alla reintroduzione dell’uovo nella dieta e si osservano le reazioni:

“Per verificare l’eventuale scomparsa dell’allergia si reintroduce periodicamente l’uovo (test di scatenamento) in ambiente protetto. La reintroduzione deve avvenire con tempi e modalità stabiliti dal pediatra allergologo. Se l’uovo viene assunto involontariamente si interviene curando i sintomi che si manifestano. Se compaiono i sintomi spia di uno shock anafilattico si deve ricorrere subito alla terapia di emergenza (adrenalina con siringa autoiniettante). Proprio per far fronte al rischio di una ingestione accidentale è necessario che i genitori dei bambini con allergia alimentare grave portino sempre con sé una siringa autoiniettante di adrenalina. Nei casi in cui l’allergia all’uovo persista in forma grave anche dopo i 6 anni può essere presa in considerazione una terapia di desensibilizzazione che consiste nel somministrare dosi crescenti di uovo in ambiente ospedaliero, con un ricovero di 7-10 giorni”.

Ma quali sono gli alimenti da evitare in caso di allergia all’uovo? Questo alimento infatti è contenuti in molti cibi e una dieta di eliminazione deve escludere dall’alimentazione non solo le uova, sia albume che tuorlo, ma anche biscotti, torte, gelati con creme, pasta all’uovo, molti piatti precotti, panati o da forno, maionese e salse per condire e anche grana padano, un formaggio in cui può trovarsi il lisozimma, una delle proteine che possono causare allergia.


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