Salute

Ustioni in casa, ecco cosa fare: aloe vera, cipolla e acqua fredda

Ustioni in casa, ecco cosa fare: aloe vera, cipolla e acqua fredda

ROMA  – A chi non è mai capitato di ustionarsi in casa? Proprio le ustioni infatti sono l’incidente domestico più frequente oltre alle cadute. Un fornello, un ferro da stiro, la piastra per i capelli o il forno: scottarsi può capitare facilmente e ci sono dei rimedi semplici dal passare la parte ustionata sotto l’acqua fredda per almeno 15 minuti a coprirla con un garza sterile, senza dimenticare la proprietà antinfiammatoria della linfa di aloe vera.

Angela Nanni sul quotidiano La Stampa scrive che è molto facile procurarsi delle ustioni in casa, che possono avere gravità tra 1° e 3° grado a seconda del tipo di esposizione al calore. Per classificarle si tengono conto di alcuni parametri:

“in base all’estensione della superficie cutanea interessata dall’ustione si parla di lesioni di 1°, 2° e 3°, con queste ultime che sono le più gravi. Nella valutazione dell’entità di un’ustione, in ogni caso, bisogna tener conto di diversi parametri quali la profondità, l’estensione, l’età del paziente e la prontezza e l’adeguatezza delle terapie effettuate”.

Cosa possiamo fare una volta che ci siamo ustionati? Ecco alcuni semplici rimedi:

” In questi casi è bene raffreddare l’ustione con acqua corrente, per almeno 15-20 minuti e poi non lasciare mai la lesione scoperta, ma coprirla con una medicazione asciutta e pulita. Non si dovrebbero utilizzare neppure medicazioni topiche fino a quando non si valuta esattamente il grado dell’ustione con l’aiuto del proprio medico. Di solito nelle ustioni di 2° grado di può notare la formazione di bolle (chiamate flittene), che dovrebbero essere lasciate intatte per almeno le prime 72 h successive all’incidente e poi incise con bisturi o comunque con materiale sterile dal personale sanitario competente”.

Se l’ustione è superficiale, allora è consigliabile usare creme antimicrobiche, come la sulfadiazina argentica con o senza acido ialuronico. Altrettanto efficace è l’utilizzo dell’aloe vera: se avete una pianta in casa potete tagliare una foglia e cospargere l’ustione con la sua linfa, che ha proprietà antinfiammatorie, ma restano validi anche i “famosi” metodi della nonna, come

“strofinare una cipolla sulle flittene per favorirne il riassorbimento, usare una patata cruda e raffreddata in frigo per ridurre il dolore, fino all’applicazione della buccia di banana o dell’albume dell’uovo montato a neve. Altri propongono medicazioni a base di miele, al fine di sfruttarne le proprietà emollienti e antibatteriche”.

In realtà questi rimedi, sottolineano i medici, non hanno alcuna evidenza scientifica, spiega il dottor Carmine Gazzaruso, Responsabile Pronto Soccorso dell’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano (Pavia) – Gruppo ospedaliero San Donato:

“Tutti questi rimedi, in realtà, non hanno alcuna evidenza scientifica; alcuni di essi, a base di sostanze oleose, anzi, potrebbero essere addirittura controproducenti, in quanto, determinando una sorta di pellicola isolante sulla lesione, impediscono la diffusione del calore, che può continuare perciò a svolgere la sua azione lesiva sui tessuti. Pertanto, la gestione delle ustioni da caldo deve prevedere solo l’immediato uso di acqua corrente fredda sulla parte ustionata per circa un quarto d’ora; questa operazione ha il duplice scopo di ridurre da una parte la temperatura in sede di ustione, limitando così l’azione lesiva del calore, e di attenuare dall’altra il dolore. Non è indicato l’uso di ghiaccio, come suggerito da altri “rimedi casalinghi”. È sempre importante che poi ogni ustione venga valutata da un medico”.

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