Salute

Vaccini, genitori No Vax in 21 piazze d’Italia. L’11 giugno protesta nazionale a Roma

Vaccini, genitori No Vax in 21 piazze d'Italia. L'11 giugno protesta nazionale a Roma

Vaccini, genitori No Vax in 21 piazze d’Italia. L’11 giugno protesta nazionale a Roma

ROMA – Genitori No Vax in 21 piazze d’Italia per dire no all’obbligo di vaccinazione per le iscrizioni a scuola. Alle proteste che si sono già svolte oggi sabato 3 giugno per la libertà di scelta vaccinale se ne aggiungerà una nazionale nel pomeriggio di domenica 11 giugno a Roma. Annunciato inoltre un presidio permanente sotto la sede del ministero della Salute.

Le attività e il calendario delle proteste fanno capo al Coordinamento del movimento per la libertà di vaccinazione (Comilva), nel quale è stato attivo Dario Miedico, il medico radiato dall’ordine di Milano lo scorso 24 maggio.

“Dispiace. Credo che siano manifestazioni assolutamente legittime, frutto del fatto che la gente si occupa della questione, e questo è bellissimo, però sono profondamente sbagliate. Perché non sono un modo di rispondere ai requisiti di urgenza ed emergenza che abbiamo”, ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi a margine di un incontro al Festival dell’economia a Trento.

Ricciardi ha riferito di avere ricevuto minacce, come è già avvenuto nei giorni scorsi per lo scienziato Roberto Burioni e per lo stesso ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Spesso i manifestanti – ha aggiunto il presidente dell’Istituto superiore di sanità – si basano anche su informazioni derivanti da falsa propaganda, anche nel web, mentre oggi i vaccini sono la tecnica per difendere anche i più indifesi. La tecnica più sicura che la medicina possa offrire”.

“Il rischio di ammalarsi di morbillo – ha ricordato – dovrebbe essere zero, invece siamo a 3.000 casi e due bimbi hanno rischiato di morire. Il commissario europeo ha appena lanciato un allarme sul ritorno di polio e difterite”.

Le mamme ne hanno paura? “Sì – ha risposto Ricciardi – sono il 30% a temere i vaccini, ma il 20% si ricrede dopo avere parlato con dei bravi medici”.

A Firenze decine di grembiuli scolastici sono stati gettati in terra contro l’obbligatorietà della vaccinazione per i bambini, pena la sanzione della non ammissione a scuol. A Genova Luvi De Andrè, figlia di Fabrizio e di Dori Ghezzi, si è schierata oggi pubblicamente contro il decreto Lorenzin. “I vaccini sono senza alcun dubbio una utilissima arma di prevenzione a fronte di un reale rischio epidemiologico” ha scritto in una lettera resa pubblico alla manifestazione promossa dal gruppo Libera Scelta Liguria. A Milano un sit-in davanti alla Scala promosso da Comilva (Comitato italiano libertà vaccinale), #genitori del no obbligo – Lombardia e altre associazioni. La questione, precisano, “non è vaccino no o vaccino sì, ma vaccino come”.

“Per noi – ha detto Serena Tessaro, una delle organizzatrici dell’iniziativa – le vaccinazioni sono un presidio importantissimo, ma come tutti i presidi sanitari vanno dosati sulle persone”. Invece non “è consentito fare nemmeno l’anamnesi pre-vaccinale e quindi non possiamo sapere se nostro figlio è allergico o meno e se per lui ci sono controindicazioni”

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