Salute

Vaccini obbligatori, Veneto non ci sta: “Faremo ricorso”. E anche in Emilia-Romagna…

Vaccini obbligatori, Veneto non ci sta: "Faremo ricorso". E anche in Emilia-Romagna...

Vaccini obbligatori, Veneto non ci sta: “Faremo ricorso”. E anche in Emilia-Romagna… (foto Ansa)

VENEZIA – La guerra ai vaccini obbligatori parte dal Nord Italia: la regione Veneto ha annunciato che impugnerà la legge davanti alla Corte Costituzionale. Pochi giorni fa decine di famiglie altoatesine avevano minacciato di trasferirsi in Austria. E intanto il tar dell’Emilia Romagna deve pronunciarsi sull’obbligo dei vaccini negli asili nido della regione.

Veneto.

La giunta regionale del Veneto ha dato mandato all’Avvocatura di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto del Governo che introduce l’obbligo vaccinale prevedendo pesanti sanzioni per i trasgressori. Lo ha annunciato il presidente Luca Zaia, specificando che l’impugnativa sarà pronta entro una o due settimane e riguarderà non solo l’eventuale legge di conversione approvata dal Parlamento, ma anche lo stesso decreto. “Non mettiamo assolutamente in discussione i vaccini – ha spiegato Zaia -, ma alcuni aspetti del decreto”.

“Il Veneto, che non ha l’obbligo vaccinale, così come 15 Paesi europei importanti (dalla Germania alla Spagna, dal Regno Unito ai Paesi del nord Europa), ed è l’unica regione ad avere un’anagrafe vaccinale digitale, ha dimostrato, con una performance del 92,6%, che non è l’obbligo a risolvere il problema, quanto il dialogo con le mamme e le famiglie. Le multe, per di più, sono sperequative, dicendo in pratica che chi ha 7500 euro da spendere può rifiutare il vaccino e chi non li ha no. La nostra preoccupazione è che l’effetto della coercizione crei un abbandono più che fisiologico della vaccinazione. E non agiamo certo per soldi, ma per una questione di principio”. “Questo – ha aggiunto l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto – è un tema di cui parliamo da tempo, partendo dal presupposto che siamo favorevoli ai vaccini, ma con una politica di trasparenza e informazione del territorio, evitando le fake news su internet e il sentito dire”.

Emilia-Romagna.

Slitta ancora la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna sui ricorsi di una trentina di famiglie e del Codacons contro le norme regionali che dispongono l’obbligo della vaccinazione per la frequentazione di asili nido. Il tribunale amministrativo, secondo quanto riferisce la Regione, ha rinviato al 17 ottobre il pronunciamento, senza sospendere la normativa impugnata. Ad aprile i giudici avevano rinviato per ricevere dal ministero della Salute la relazione sulla divisione di competenze tra ministero stesso, Aifa, Istituto superiore di sanità e Regioni in ordine all’assenza in commercio del solo vaccino monodose antidifterico. Ma, spiega la Regione, “dopo la decisione del Governo di estendere l’obbligo vaccinale a livello nazionale, i quattro vaccini resi obbligatori dalla legge regionale sono tutti disponibili nella dose unica esavalente, che contiene anche pertosse e haemophilus influenzae di tipo B”.

“Noi andiamo avanti così come stabilito, con grande determinazione, nell’interesse dell’intera collettività regionale, e in particolare dei più piccoli, soprattutto dei più deboli: tutti loro e ogni singola persona ha diritto a vedere tutelata la propria salute”, ha detto l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi. “Siamo soddisfatti – ha proseguito – per il fatto che per la seconda volta consecutiva non c’è alcuna sospensiva perché in ballo c’è la salvaguardia della salute pubblica e in particolare, lo voglio ribadire, quella dei più piccoli e più esposti. Abbiamo avuto un’ulteriore conferma che la strada delle vaccinazioni obbligatorie, che per primi abbiamo imboccato a livello nazionale, è quella giusta. Ne è la riprova anche il decreto con cui il Governo ha esteso il numero di vaccinazioni obbligatorie in maniera uniforme in tutti il territorio nazionale, come avevamo auspicato, decisione che rafforza ulteriormente quanto in Emilia-Romagna, con convinzione, avevamo già stabilito con una specifica legge alla fine dello scorso anno”. La legge regionale varata nel novembre 2016, infatti, introduceva l’obbligo vaccinale (antipolio, antidifterica, antitetanica e antiepatite B) per l’iscrizione agli asili nido e ai servizi educativi e ricreativi, pubblici e privati, per i bambini da 0 a 3 anni a partire dall’anno scolastico 2017-2018. Ora, con l’approvazione del piano di prevenzione vaccinale nazionale e l’emanazione del decreto legge (7 giugno 2017 n. 73), le vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa fra 0 e 16 anni, necessarie per l’iscrizione a scuola, diventano 12.

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