Salute

Veleni chimici nel sangue dei ragazzi in Veneto. Cnr: Pfas anche in Piemonte, Lombardia e Toscana

Veneto: tracce di Pfas nel sangue degli adolescenti. Cnr: mappa veleni più estesa

Veneto: tracce di Pfas nel sangue degli adolescenti. Cnr: mappa veleni più estesa

ROMA – Veleni chimici nel sangue dei ragazzi in Veneto: tracce di Pfas  secondo il Cnr anchein Piemonte, Lombardia e Toscana.

In Veneto c’è il problema più grande per la presenza decennale degli stabilimenti della Miteni, ma la penetrazione dei veleni denominati Pfas nelle acque potabili, riguarda altre Regioni.

Al di là del rimpallo di responsabilità (il governatore Luca Zaia accusa il Governo) c’è un punto sanitario inequivocabile e non rassicurante: nel sangue di ragazzi e ragazze di 14 anni sono state riscontrate tracce di sostanze perfluoro alchiliche (Pfas) tutt’altro che trascurabili: da 70 fino a 300 nanogrammi per grammo. Si consideri che 2 o 3 nanogrammi ce l’abbiamo tutti, tuttavia non è stata ancora definita una soglia di pericolo.

Le sostanze velenose sono i residui chimici della produzione di quegli impermeabilizzanti che servono a cerare i giacconi, proteggere gli smartphone, rendere antiaderenti le padelle e varie numerosissime altre applicazioni. La Miteni, leader del settore, ha la sua sede a Trissino, in provincia di Vicenza. Ma l’emergenza non è concentrata solo in Veneto.

In realtà, uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche fatto nel 2013 ha già esteso la questione a “vari territori italiani”: Santa Croce sull’Arno in provincia di Pisa, per esempio, poi il sottobacino Adda-Serio in Lombardia e ancora l’area del Bormida che riceve gli scarichi dagli impianti chimici di Spinetta Marengo (qui siamo in provincia di Alessandria) allargando infine le criticità “all’intera asta del Po da Torino a Ferrara”. (Corrado Zunino, La Repubblica)

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