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Virus Zika colpisce feti: causa la microcefalia

La correlazione tra contagio da virus Zika e microcefalia fetale esiste, ma i meccanismi non sono ancora stati svelati e ci vorrà tempo per un vaccino

ROMA – Esiste una correlazione tra il contagio da virus Zika e la microcefalia fetale. Gli esperti ne sono convinti, anche se è ancora non sono stati svelati i meccanismi che la provocano, e avvisano che per sviluppare un vaccino sarà necessario ancora molto tempo. Il virus Zika è stato isolato e identificato nel 1947 in Uganda, ma ad oggi è ancora poco studiato e saranno necessari nuovi studi e ricerche per arginare l’epidemia che ha colpito il Brasile e i paesi dell’America Latina. Il contagio, sottolineano, non avviene da uomo a uomo ma tramite puntura di zanzare infette.

Davide Patitucci sul Fatto quotidiano ha intervistato sGiuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive (Inmi) Lazzaro Spallanzani di Roma, dove sono stati curati 3 dei 4 casi registrati in Italia nel 2015, che spiega:

“La correlazione dello Zika virus con la microcefalia è reale, ed è il motivo dell’attenzione dedicata a quest’epidemia”. Nessuno di questi è un caso autoctono, cioè contratto in Italia. Inoltre nel nostro Paese non abbiamo riscontrato casi di microcefalia”.

Il virus Zika è noto sin dalla fine degli anni ’40. È stato identificato per la prima volta nel 1947, in Uganda, in alcune scimmie della foresta Zika, da cui prende il nome. Inserito a dicembre dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in una ristrettalista delle patologie responsabili delle principali epidemie nel mondo, “contro le quali occorre intensificare la ricerca per lo sviluppo di terapie”, il virus Zika appartiene al genere “Flavivirus” e si trasmette grazie alle punture di zanzare infette del genere “Aedes”, in modo particolare “Aedes aegypti”, nelle zone tropicali. Gli stessi vettori attraverso cui si diffondono la Dengue, la febbre gialla e la Chikungunya. Tutte patologie veicolate da vettori esterni, come gli insetti, contro cui l’Oms aveva lanciato un allarme in occasione della Giornata mondiale della salute del 2014, ritenendole responsabili di circa un milione di morti ogni anno”.

Dopo i primi casi registrati negli anni Sessanta, per decenni il virus ha proliferato in Africa e in Asia. Dal 2014 però ha iniziato a diffondersi in America Latina, dal Cile al Brasile dove una vera e propria epidemia di microcefalia fetale è stata registrata nel 2015. Patitucci scrive che gli scienziati ora stanno studiando il virus, ma non esiste ancora un vaccino:

“Al momento, però, non esiste ancora un vaccino contro il virus Zika. “È proprio di qualche giorno fa la notizia di un potenziale candidato vaccinale – sottolinea Giuseppe Ippolito – ma siamo ancora in una fase molto precoce. Del resto, per la Dengue si è, ad esempio, arrivati a un primo caso di vaccino dopo venti anni di ricerca, e molti fallimenti. Si tratta – conclude lo studioso – di un processo piuttosto lungo, che richiederà ancora tanti anni di studi”.


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