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Virus Zika, i rimedi: da zanzare OGM al vecchio DDT

Tutti a caccia di vecchie e nuove armi per fermare la zanzara che trasporta lo Zika e anche la ben più pericolosa febbre emorragica della Dengue

ROMA – Virus Zika fa paura. Dopo l’allarme del ministero della Sanità, che ha esortato le donne incinte a non andare in America Latina, e quello dell’Organizzazione mondiale della sanità, che parla di possibili milioni di casi nei prossimi mesi, si moltiplicano le ipotesi di rimedi, più o meno realistiche, per combattere e arginare questo virus, provocato dalla puntura di una zanzara.

C’è chi invoca il vecchio ma pericoloso DDT, chi indica l’utilizzo intelligente di zanzare geneticamente modificate: tutti a caccia di vecchie e nuove armi per fermare la zanzara che trasporta lo Zika e anche la ben più pericolosa febbre emorragica della Dengue.

Come spiega Giovanni Maga, responsabile del laboratorio di virologia molecolare del Cnr a Pavia,

”Si sperimenta da tempo l’uso di zanzare geneticamente modificare, maschi sterili che competono con quelli fertili riducendo le nascite. Una sperimentazione già pensata per il controllo della malaria. Ma sono operazioni complesse e con esisti ancora incerti”.

L’arrivo di queste zanzare OGM deve infatti avvenire nel momento in cui si avvia la riproduzione e non sono ancora certe le dinamiche si possono effettivamente verificare per poter ottenere il massimo del risultato, cioè una importante riduzione della popolazione di insetti. ”Certamente il controllo del vettore del virus è fondamentale per limitare la diffusione della malattia”, continua Maga.

Fra i primi importanti successi della ricerca ci sono le zanzare OGM di ultimissima generazione: resistenti al parassita della malaria, sono in grado di trasmettere questa immunità al 99,5% della progenie, bloccando di fatto l’infezione verso l’uomo. Un traguardo importante, tagliato dai ricercatori dell’Università della California a Irvine, grazie alla tecnica di ingegneria genetica Crispr, che permette di riscrivere e correggere il Dna in maniera ultra precisa.

L’alternativa è l’uso dei insetticidi, compreso il vecchio DDT, adoperato per circa 50 anni, efficace (ha permesso di combattere la malaria in molte aree del mondo) ma anche altamente inquinante.

”La scelta di una sostanza come questa – ha chiarito l’esperto – dovrebbe essere fatta all’interno di una valutazione molto forte del costo beneficio. Si potrebbe ad esempio giustificarne l’utilizzo per un periodo limitato, con l’obiettivo di controllare velocemente una situazione che rischia di uscire fuori controllo. Ma ne vale davvero la pena?”.

Dal punto di vista epidemiologico, osserva infatti, ”Zika non si configura come un virus estremamente pericoloso ed è ancora necessario accertare la relazione con la malformazione cerebrale dei feti”.