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Virus Zika trasmesso col sangue: come riconoscere sintomi

I sintomi sono quelli di una influenza e viene trasmesso dalle zanzare, ma ora l'Oms lancia l'allerta: c'è contagio da virus Zika anche col sangue infetto

ROMA – Il virus Zika può essere trasmesso col sangue, anche se non è un meccanismo frequente. L‘Organizzazione mondiale della Sanità, Oms, mette in guarda dal virus dopo l’epidemia scattata in America Latina e l’arrivo dei primi casi in Gran Bretagna, Spagna e Italia. Il virus viene trasmesso dalla puntura delle zanzare infette, ma nuovi studi dimostrano che la trasmissione potrebbe avvenire anche tra uomo e uomo tramite il sangue, caso raro ma possibile. I sintomi sono quelli di una influenza, dalla febbre e i dolori corporei ai rush cutanei, e la diagnosi non è immediata.

L’allerta è sempre più alta e l’Oms in una dichiarazione del 25 gennaio avvisa che sarà necessario prendere precauzioni standard anche per le donazioni e trasfusioni di sangue:

“Il virus può essere trasmesso attraverso il sangue, ma questo è un meccanismo di trasmissione non frequente. Per questo precauzioni standard, che sono già in essere per assicurare donazioni e trasfusioni di sangue sicure, dovrebbero essere seguite. Inoltre l’evidenza di trasmissione del virus dalla madre al bambino durante la gravidanza o la nascita è limitata”.

La ricerca ora che l’allerta è stata lanciata si concentra su questo virus scoperto in Africa nel 1947 e che ha i sintomi di una normale influenza, ma nelle donne incinte causa la microcefalia. Intanto gli esperti si concentrano sui canali di trasmissione:

“Servono maggiori evidenze circa la trasmissione perinatale (durante il parto) e per meglio comprendere in che modo il virus colpisce i neonati. Al momento ”non c’è invece evidenza – afferma l’Oms – che il virus Zika possa essere trasmesso ai neonati attraverso il latte materno”. L’Oms sottolinea inoltre che il ruolo delle zanzare Aedes nella trasmissione del virus Zika ”è documentato e ben noto, mentre sono limitate le evidenze circa altre vie di trasmissione”.

Anche lo sperma potrebbe essere un mezzo di trasmissione, ma ad oggi il caso sospetto è solo uno, sottolinea l’Oms:

“Il virus Zika è stato isolato nello sperma umano ed un caso di possibile trasmissione sessuale da persona a persona è stato descritto. Ad ogni modo maggiori evidenze sono necessarie per confermare se il contatto sessuale sia un mezzo di trasmissione”.

Ma come riconoscere i sintomi del virus? Adriana Bazzi sul Corriere della Sera spiega che la maggior parte delle persone infette non è grave e il virus causa i sintomi di una banale influenza, ma non esiste né un test diagnostico ad hoc, né un vaccino:

“Nella maggior parte delle persone l’infezione non è grave: provoca, in un caso su cinque, febbre, dolori muscolari e articolari, congiuntivite, arrossamenti della pelle (comparsa di macchie e papule) e spossatezza. I sintomi compaiono dopo 3-12 giorni dalla puntura della zanzara. L’infezione non ha mai dato origine a febbri emorragiche o morte.

In base ai sintomi clinici. C’è però un problema: questi ultimi, essendo sovrapponibili a quelli di altre due malattie simili – la dengue e la chikungunya – possono creare una certa confusione nella diagnosi. Non esiste ancora un test commerciale per la malattia da Zika.

Non ci sono cure specifiche: si consiglia riposo a letto e terapie di supporto per la febbre (antipiretici e somministrazione di liquidi). Sarebbe meglio non usare aspirina nel dubbio della diagnosi (il farmaco è controindicato nel caso di dengue).

No, non ci sono vaccini allo studio contro il virus Zika, ma contro altri virus della stessa famiglia sì. Si può pensare di adattarli. C’è però un problema: questa infezione e le sue cugine (dengue e chikungunya) si manifestano come epidemie improvvise e vaccinare preventivamente tutta la popolazione potrebbe essere troppo costoso e poco efficace”.

 


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