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Zika: nella foresta in Uganda dove è nato il virus (FOTO)

Zika: viaggio nella foresta ugandese dove è nato il virus, scoperto nel 1947. L'Oms a un passo dal dichiarare lo stato d'emergenza

ROMA – Zika, il virus che provoca la malformazione del cervello delle donne incinte colpite dal contagio, fu identificato e isolato nel 1947 in una grande foresta dell’Uganda nell’Africa dell’est. Fu una scoperta accidentale – informa l’inviata di Bbc News (qui il video) Catherine Byaruhanga. Ugandesi, americani ed europei avevano allestito una missione nella foresta, che corre lungo la autostrada che unisce la capitale Kampala all’aeroporto di Entebbe, per lavorare su un’altra malattia virale, la febbre gialla. Mentre testavano le scimmie, gli scienziati, le cui ricerche furono finanziate per un decennio dalla Rockfeller Foundation, scoprirono un nuovo micro-organismo, subito chiamato Zika, dal nome della foresta.

Oggi l’Oms dichiara lo stato d’emergenza Zika? Oggi (1 febbraio) potrebbe essere il ”giorno zero” per la lotta al virus Zika a livello globale: con la dichiarazione, attesa da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (ma potrebbe volerci anche qualche giorno ancora) dello stato di emergenza, potrà scattare ufficialmente un meccanismo di risposta mondiale. Emergenze simili erano state dichiarate prima, ad esempio, per la pandemia dell’influenza suina del 2009 e nell’agosto del 2014 nei confronti di Ebola.

L’emergenza internazionale è dichiarata da un comitato che offre le indicazioni sulle misure da raccomandare agli stati per prevenire o ridurre la diffusione internazionale della malattia. Fra gli esperti del comitato di emergenza, ne viene nominato almeno uno per ogni paese nel cui territorio si è sviluppata l’epidemia. Ma in vista di questa riunione si alternano dichiarazioni preoccupate e rassicuranti sull’epidemia.

Il catastrofista. Il virus Zika in America Latina ”potrebbe essere una minaccia più grande per la salute globale che l’epidemia di Ebola che ha ucciso più di 11.000 persone in Africa”, ha affermato Jeremy Farrar, capo del Wellcome Trust, una Fondazione britannica di ricerca biomedica, che dalle pagine della stampa GB spiega che si tratta di un’infezione silenziosa ”in un gruppo di persone altamente vulnerabili – donne incinte – che è associato con un risultato orribile per loro bambini”.

“Il vero problema è che il tentativo di sviluppare un vaccino che dovrebbe essere testato su donne in gravidanza è un incubo pratico ed etico”, ha rincarato Mike Turner, responsabile di infettivologia e immuno-biologia presso il Wellcome Trust, la stesso organismo. Consigliando addirittura l’uso di misure estreme come quella del vecchio DDT, efficace ma anche rischioso per la salute umana e dell’ambiente.

Scettici (e ottimisti) gli epidemiologi italiani. L’allarme non convince completamente gli epidemiologi e gli infettivologi italiani, così come gli esperti di ambiente del Ispra e del Cnr che però ammettono la possibilità teorica che il virus possa essere trasmesso anche nel nostro paese con le zanzare tigre. E i fari dell’attenzione internazionale sono ora puntati su queste popolazioni di zanzare capaci di veicolare Zika ma anche altre malattie, come la più pericolosa Dengue. In un decennio l’area di trasmissione della Dengue in Brasile è più che quadruplicata, passando da 1,5 milioni di chilometri quadrati a 6,9 milioni di chilometri quadrati, e la trasmissione avviene con la stessa zanzara vettore del virus Zika. La ricerca è stata pubblicata una settimana fa sulla rivista The Lancet.

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