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“2016 sarà l’anno delle catastrofi”, Nasa fa previsione choc

Con El Niño si indica un anomalo riscaldamento della temperatura dell'acqua dell'Oceano Pacifico, che può avere effetti considerevoli sul clima del nostro pianeta tanto più questo valore è elevato.

ROMA – Nel 2016 potremmo assistere a molti eventi meteo devastanti. Lo dice la Nasa spiegando che gli effetti dell’attuale fenomeno del El Niño, che si sta sviluppando nell’Oceano Pacifico, potrebbero essere uguali se non peggiori di quelli del 1997-1998, quando si registrò il più forte evento di sempre con conseguenze molto importanti a livello mondiale.

Secondo la Nasa, in base alle ultime immagini satellitari, la corrente “non mostra segni di cedimento”. “Esiste una somiglianza sorprendente con El Niño del dicembre 1997, marchio di un grande e potente fenomeno”, afferma l’agenzia spaziale statunitense.

Con El Niño si indica un anomalo riscaldamento della temperatura dell’acqua dell’Oceano Pacifico, che può avere effetti considerevoli sul clima del nostro pianeta tanto più questo valore è elevato. Il fenomeno è ciclico e si verifica nei mesi di dicembre e gennaio in media ogni cinque anni, ma con un periodo statisticamente variabile fra i tre e i sette anni, e i suoi effetti possono persistere anche nella primavera successiva e dure fino a 12 mesi.

Visto dallo spazio, l’attuale El Niño è un ‘gemello’ di quello che nel 1998 provocò fenomeni meteorologici estremi come la ‘Grande tempesta di ghiaccio’ su New York e tutto il Nord Est degli Stati Uniti e, nell’estate del ’98, la violenta ondata di caldo in Europa.

Il sito della Nasa mette a confronto le immagini del fenomeno climatico ciclico rilevate quest’anno dal satellite Jason-2 con quelle inviate a Terra nel 1997 dal satellite Topex/Poseidon. Quello che emerge è una situazione molto simile. L’unica differenza è nel fatto che nel 1997 il calore della superficie dell’oceano era più intenso, mentre nel 2015 il calore è meno intenso ma più esteso. Oltre alle forti analogie con quanto osservato durante l’inverno a cavallo tra il 1997 e il 1998, i dati dei satelliti indicano che il fenomeno non accenna a diminuire.