Blitz quotidiano
powered by aruba

Spazio. Piovono ferro e vetro fusi su estremo pianeta

Nella sua atmosfera piovono gocce di vetro e ferro fusi e le sue temperature sono roventi, fino a 1.400 gradi: è uno dei pianeti esterni al Sistema Solare più 'estremi' mai studiati. Si chiama 2M1207b, con una massa quattro volte quella di Giove è un pianeta gigantesco e impiega 10 ore a ruotare su se stesso. Si trova a 170 anni luce dalla Terra.

USA, HOUSTON -Nella sua atmosfera piovono gocce di vetro e ferro fusi e le sue temperature sono roventi, fino a 1.400 gradi: è uno dei pianeti esterni al Sistema Solare più ‘estremi’ mai studiati. Si chiama 2M1207b, con una massa quattro volte quella di Giove è un pianeta gigantesco e impiega 10 ore a ruotare su se stesso.

Il suo identikit, pubblicato sul The Astrophysical Journal, è stato possibile grazie al telescopio spaziale Hubble, gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa).

A coordinare le osservazioni è stato Daniel Apai, dell’università dell’Arizona. ”Il risultato è molto emozionante”, ha detto Apai. ”Ci dà una tecnica unica – ha aggiunto – per esplorare le atmosfere dei pianeti extrasolari e misurare la velocità con cui ruotano su se stessi”.

Il pianeta è a 170 anni luce di distanza dalla Terra, ed è il compagno di una stella mancata, ossia una nana bruna, che è un corpo celeste a metà fra un astro e un pianeta gassoso, come Giove o Saturno.

La distanza che separa la coppia, circa 8 miliardi di chilometri, suggerisce che il sistema si sia formato da due nubi di gas e polveri differenti e non dalla stessa nube come è successo al Sole e ai suoi pianeti. Le immagini ad alta risoluzione mostrano anche che il pianeta è caldissimo: le temperature atmosferiche sono comprese tra 1.200 a 1.400 gradi.

Il calore è dovuto alla giovane età del mondo alieno che ha ‘solo’ 10 milioni di anni. Giove, in confronto, con i suoi 4,5 miliardi di anni, è molto più anziano. ‘Invecchiando’ 2M1207 b si raffredderà ma ci vorrà qualche miliardo di anni. Man mano che la temperatura diminuirà, le nuvole di ferro e vetro fuso si abbasseranno sempre di più nell’atmosfera, fino a scomparire.

Sono stati proprio gli strati di nubi, e i loro cambiamenti di luminosità durante la rotazione, che hanno permesso di calcolare la velocità con cui il pianeta ruota su se stesso. Ma le informazioni ottenute da Hubble osservando direttamente il pianeta, per i ricercatori sono solo un assaggio rispetto alle osservazioni possibili con il suo successore, il telescopio James Webb della Nasa.