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“Aboliamo i fusi orari”: la proposta di due studiosi Usa

Dagli Stati Uniti arriva l'idea bizzarra di due studiosi, l'economista Steve Hanke e l'astrofisico Dick Henry, che sul Washington Post hanno lanciato la proposta di un calendario universale con l'abolizione di tutti i fusi orari. Sarebbe mezzogiorno nello stesso momento su tutto il pianeta, con evidenti vantaggi - secondo i due - per l'economia e l'organizzazione dei trasporti.

ROMA – Abolire i fusi orari. Dagli Stati Uniti arriva l’idea bizzarra di due studiosi, l’economista Steve Hanke e l’astrofisico Dick Henry, che sul Washington Post hanno lanciato la proposta di un calendario universale con l’abolizione di tutti i fusi orari. Sarebbe mezzogiorno nello stesso momento su tutto il pianeta, con evidenti vantaggi – secondo i due – per l’economia e l’organizzazione dei trasporti.

Il progetto è stato chiamato “Calendario Permanente di Hanke-Henry”. Il progetto è molto semplice: invece di provare a regolare i diversi fusi orari nel mondo, dovremmo optare per una soluzione decisamente più facile: eliminarli tutti e attenerci a un unico grande “Fuso Orario Universale”.

Steve Hanke e l’astrofisico Dick Henry scrivono sul Washington Post (traduzione del Post): Se da una parte questo metodo finirebbe col semplificare le nostre vite, dall’altra richiederebbe un grande cambiamento nel modo in cui pensiamo al tempo. Dal momento che gli orologi continuerebbero a basarsi sul Tempo Coordinato Universale (che ha sostituito il Tempo medio di Greenwich, che si misura a partire dall’omonimo quartiere di Londra), la maggior parte delle persone dovrebbe cambiare il modo di considerare le proprie giornate. A Washington, per esempio, ci si dovrebbe abituare ad alzarsi a mezzogiorno e a cenare all’una di notte (anche se forse per alcune persone non cambierebbe granché). Concretamente nella nostra vita non cambierebbe niente: solo dovremmo abituarci ad associare abitudini diverse agli orari “nominali” della giornata.

Quali problemi hanno provocato i fusi nel mondo?

L’ex presidente russo Dimitri Medvedev in un certo senso aveva uniformato il fuso orario russo nel 2010, ma le riforme sono state annullate dalla Duma (la camera bassa dell’assemblea federale della Federazione Russa) a luglio del 2014. La Corea del Nord ha introdotto una differenza di mezz’ora con l’orario cinese e quello giapponese. C’è molta confusione! L’Indonesia, dove uno di noi (Hanke) è stato il principale consigliere economico dell’ex presidente Suharto durante la crisi finanziaria asiatica del 1998, è un grande paese da tener d’occhio: hanno proposto di abolire due dei tre fusi orari del paese per motivi economici. In questo modo l’Indonesia avrebbe lo stesso fuso di Singapore.

Ci sono fusi orari che considerate particolarmente assurdi?

Ci chiedi se un caso è peggiore degli altri, ma sono tutti pessimi.

Perché sostenete così tanto il sistema del Fuso Orario Universale?

Per la fisica il tempo è UNO soltanto! E questo principio della fisica è perfettamente in linea con i principi economici. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo affrontato questo tema in parte di un corso sui problemi in economia applicata alla Johns Hopkins.

Perché però rappresenterebbe una soluzione migliore rispetto alla regolazione dei fusi orari, in modo che si adattino meglio con l’ora solare locale?

L’ora solare andava bene quando quasi tutte le attività erano svolte localmente. Oggi invece sono nella maggior parte globali, ed è necessario un UNICO orario. Ci si abituerebbe velocemente a leggere i nuovi orari.

WV: Quale sarebbe il vantaggio principale del Fuso Orario Universale?

HH: Tutte le compagnie aeree oggi usano il Tempo Universale (tempo di Greenwich) per non fare scontrare gli aerei. Tutti i piloti e i navigatori sanno che ore sono. Noi passeggeri non abbiamo lo stesso sistema che hanno i piloti, e perdiamo i voli per problemi legati a orario, fusi e ora legale. E non succede solo con i voli, ma anche con le conference call.

Ci sarebbero degli svantaggi secondo voi?

In realtà, no. Il difficile sarebbe soltanto impostare gli orari di lavoro nel mondo. Quello che la Cina, che ha un unico fuso orario, non è riuscita a fare: servono orari di “apertura e chiusura” degli uffici pubblici e delle imprese a livello locale e regionale. Nessuno vuole fare lavorare le persone di notte.

Ma il sistema cinese – con un fuso orario locale e uno nazionale – non è in qualche modo inefficiente?

Non è inefficiente, combina il meglio dei due sistemi: un tempo universale e un orario di lavoro locale legato alla presenza del sole. Non ci vuole un genio!

Esistono proposte di un fuso orario mondiale da almeno un secolo. Perché è stata invece l’idea di un orario locale basato su decisioni politiche locali ad avere le meglio?

Sono sempre le decisioni politiche locali ad avere la meglio. Dobbiamo coinvolgere i politici! Con il nostro progetto, in realtà, gli orari di lavoro sarebbero determinati localmente dalla città o dalla regione. Il controllo degli orari di lavoro è mantenuto a livello locale! Detto questo, è probabile gli orari di lavoro basati sui vincoli degli attuali fusi orari diventerebbero una sorta di fusi orari a sé stanti.

Avete scritto molto anche di una riforma dei calendari. Dal vostro punto di vista è parte dello stesso problema o è una questione a parte?

Noi proponiamo l’adozione del calendario Hanke-Henry a partire da lunedì primo gennaio 2018, in contemporanea all’adozione globale del Fuso Orario Universale. È la stessa questione, e dovrebbe essere applicata in tutto il mondo da lunedì primo gennaio 2018: uno standard comune, che si può sovrapporre ai calendari locali e religiosi senza problemi.

Credete che l’adozione di un Fuso Orario Universale e di un nuovo calendario siano possibili senza un organismo sovranazionale di qualche tipo che se ne occupi?

Per ora ci affidiamo ai social media per smuovere le acque. Il primo gennaio 2018 è solo tra due anni! Diffondete l’idea! Deve diventare virale!


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