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Asteroidi, da uno scontro 470 milioni di anni fa….la vita

ROMA – Uno scontro tra asteroidi avvenuto 470 milioni di anni fa potrebbe aver portato la vita sulla Terra. I ricercatori hanno analizzato un frammento di asteroide caduto sul pianeta e proveniente dalla fascia principale degli asteroidi che orbitano tra Marte e Giove. Il frammento arrivò sulla Terra nell’Ordoviciano, un periodo in cui si verificò la biodiversificazione delle forme di vita sul nostro pianeta e anche una grande estinzione. Una pietra di appena 10 centimetri di diametro atterrata a Osterplana riscrive così la storia e l’evoluzione della vita sulla Terra.

Matteo Marini su Repubblica scrive che per i ricercatori dell’università di Lund, in Svezia, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista Nature Communications è stato fondamentale l’analisi delle percentuali di iridio e di neon molto diverse dai più comuni meteoriti:

“La pioggia di meteoriti. Il periodo Ordoviciano è stato caratterizzato da una intensa caduta di meteoriti rocciosi detti “condriti” originati, secondo la teoria, da un violento impatto tra due asteroidi: uno del diametro di 200 chilometri circa e l’altro molto più piccolo, più o meno 20 chilometri. I frammenti di questa collisione sono arrivati fino a noi e ne sono stati trovati in gran quantità, anche nella stessa Svezia, risalenti proprio a questo periodo in quello che, nel Paleozoico, era un fondale marino. Öst 65 è diverso dai condriti ed è, in qualche modo, la “prova del nove” che gli scienziati cercavano. La sua composizione può rappresentare la ‘firma’ di uno dei due asteroidi (presumibilmente il più piccolo) protagonisti dell’impatto. Quello che in qualche modo ha avuto la peggio. Secondo i ricercatori, inoltre, i frammenti di questo asteroide dovrebbero essere esauriti, potremo trovarne altri sulla Terra, “ma è di un tipo del quale non abbiamo conoscenza nel mondo di oggi” osserva Birger Schmitz, dell’università di Lund, coautore dell’articolo.

La certezza che si tratti dello stesso evento è stata possibile grazie alla “datazione cosmogenica”, un tipo di analisi che misura il livello di alcuni isotopi nel materiale extraterrestre, osservando il decadimento di alcuni materiali e la presenza degli isotopi come elio e neon. Questo ha permesso di stabilire quanto a lungo il materiale è stato esposto alle radiazioni cosmiche. Il risultato è compatibile con le altre condriti cadute nello stesso Ordoviciano e la conclusione logica è che molto probabilmente si tratti di ‘cocci’ provenienti proprio da quella collisione. “Öst 65 si è staccato dal suo corpo principale nello stesso momento in cui i condriti sono stati rilasciati dal loro corpo principale, ed è una forte prova empirica che questo nuovo meteorite viene dallo stesso impatto” continua Schmitz.

L’Ordoviciano ha visto profondi mutamenti per quanto riguarda la vita sulla Terra. Sia dal punto di vista della biodiversificazione che della prima grande estinzione di massa alla fine del periodo. Una serie di eventi che potrebbe essere stato influenzato dallo scontro di asteroidi e dalla pioggia di meteoriti che ne è seguita. Questa teoria era già stata espressa dallo stesso Schmitz in uno studio di alcuni anni fa e ora sembra trovare nuove conferme: “Prima della collisione di due asteroidi, c’erano pochissime specie di animali sul fondo del mare” sottolinea Schmitz. Poi, circa 470 milioni di anni fa, la grande diversificazione: “C’è stata una esplosione di nuovi invertebrati, trilobiti, molluschi, pesci primitivi. Siamo di fronte ad uno degli eventi più importanti nella storia dell’evoluzione e di un passo fondamentale nella nostra linea evolutiva”.


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