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Astronauti su Luna, così radiazioni spazio li hanno uccisi

ROMA – Gli astronauti delle missioni Apollo hanno raggiunto la Luna, ma sono stati esposti ad una quantità di radiazioni tale da condizionare irreversibilmente la salute del loro cuore e dei vasi sanguigni. Un nuovo studio coordinato da Michael Delp, scienziato della Florida State University, e pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha evidenziato come il 43% degli astronauti delle missioni Apollo è morto per problemi cardiocircolatori, una percentuale fino a 5 volte più alta rispetto a quella degli astronauti che hanno viaggiato solo in orbite basse. Lo studio ha riacceso così il dibattito sulla sicurezza per gli astronauti, soprattutto ora che l’obiettivo dei colonizzatori dello spazio è completare il viaggio verso Marte.

Lo studio si è basato sui dati medici di 24 astronauti e Delp ha analizzato le cartelle cliniche di sette astronauti partiti alla conquista della Luna tra il 1968 e il 1972 e ormai deceduti. Paola Verde, tenente colonnello medico sperimentatore di volo del Centro Sperimentale di Volo dell’Aeronautica Militare, ha spiegato:

“I dati ci suggeriscono ancora una volta che i raggi cosmici rappresentano una pericolosa incognita per le future missioni su Marte. Studi precedenti avevano già dimostrato una correlazione tra radiazioni ionizzanti e insorgenza di cancro e malattie degenerative. Nei topi è stato osservato anche un declino cognitivo legato alla degenerazione dei neuroni, un problema che potrebbe avere anche un’origine vascolare”.

L’idea che la causa sia da ricercare nell’intensa esposizione ai raggi cosmici sarebbe confermata da un esperimento che il gruppo di Delp ha condotto sui topi, esponendoli ad una quantità di radiazioni paragonabile a quelle degli astronauti dell’Apollo: a distanza di sei mesi, l’equivalente di 20 anni per l’uomo, i roditori hanno cominciato a mostrare un decadimento delle arterie, il primo passo verso l’aterosclerosi che apre le porte a malattie cardiovascolari più gravi come l’infarto.

Sarà dunque di vitale importanza capire fino a che punto i raggi cosmici possano minacciare la salute, visto il crescente interesse per nuove spedizioni umane nello spazio profondo: la Nasa ha già annunciato missioni nell’orbita lunare tra il 2020 e il 2030, in vista dei viaggi su Marte; Russia, Cina e Agenzia spaziale europea (Esa) stanno programmando nuove missioni lunari; la società privata Space X, infine, si è posta l’obiettivo di portare l’uomo su Marte entro il 2026.