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Bullismo, quando fare male dà piacere

NEW YORK – I bulli infastidiscono il prossimo perché ne traggono piacere, proprio come a una persona piace bere un bicchiere di vino o mangiare della cioccolata. Lo rivela uno studio del Mount Sinai Hospital di New York.

Gli scienziati che hanno condotto la ricerca hanno collegato il comportamento da bulli ai “circuiti di ricompensa” nel cervello, che rendono alcune attività piacevoli. Tuttavia, sono stati in grado di manipolare alcune parti del cervello che ne alterino l’inclinazione.

Violenza o maltrattamenti in casa, scarsa autostima e via dicendo, potrebbero essere le cause del bullismo infantile, che nasce spesso come sbocco alla rabbia interiore. I nuovi risultati, però, mostrano che alcuni sono bulli per il puro gusto di esserlo.

Gli scienziati hanno studiato l’attività cerebrale in alcuni topi maschi adulti che mostravano un comportamento aggressivo verso gli animali subordinati più giovani. Hanno così scoperto che nei topi “bulli”, la capacità di dominare e sottomettere le loro vittime è gratificante.

Il ricercatore Scott Russo, del Mount Sinai Hospital di New York, ha detto: “Il nostro studio è il primo in grado di dimostrare che il comportamento del bullo attiva un circuito di ricompensa cerebrale primario, che lo rende piacevole per un sottogruppo di individui. Inoltre, abbiamo dimostrato che manipolando l’attività in questo circuito si altera l’attività delle cellule del cervello e, in definitiva, il comportamento aggressivo”.

Quando l’attività cerebrale veniva artificialmente alterata, i topi da aggressivi diventavano docili. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature.


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