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Carne sintetica, che sapore ha: tra 3 anni in tavola

Carne sintetica, che sapore ha: tra 3 anni in tavola

Carne sintetica, che sapore ha: tra 3 anni in tavola

ROMA – Carne sintetica, che sapore ha: tra 3 anni in tavola. Poter comprare al supermercato della carne sintetica, un’ipotesi fantascientifica fino a pochi anni fa, è così a portata di mano che invece di chiedersi ‘se’ questo sarà possibile è il momento di scommettere su ‘quando’. A iniziare una vera e propria gara è la start up californiana Hampton Creek, che ha dichiarato di voler mettere il prodotto sugli scaffali entro la fine dell’anno prossimo, con due anni di anticipo rispetto all’unico competitor finora sul mercato. Ma sarà, come dire, un assaggio. La rivale Memphis Meats promette di metterla nelle tavole al massimo nel 2021.

Questo a livello economico: in effetti sarà un business che rivoluzionerà i costumi alimentari del pianeta. Quello che ci interessa adesso, tuttavia, è che sapore avrà questo surrogato della vecchia cara bistecca (senza offendere i tanti che ormai ne provano orrore). Chi l’ha testata assicura che è buona, replica cioè il gusto della carne: mancano ancora i sapori più pungenti e, per questo più apprezzati, del grasso e del sangue.

Ricreare una tagliata o una fiorentina significherebbe ricreare un muscolo. Peccato che per farlo servano vasi sanguigni che pompino ossigeno e sostanze nutritive nelle cellule. Un passaggio ancora troppo sofisticato ed estremamente costoso: nel 2013 si stimava un prezzo di 2 milioni di dollari per solo mezzo chilo di carne sintetica. (Corriere.it)

La gara è quindi a chi riesce per primo ad abbassare i costi. A giocare a favore di Hampton Creek ci sono le dimensioni: Memphis Meat ha raccolto 3 milioni di dollari dalla fondazione nel 2015, mentre i rivali, la cui sede è a circa 40 chilometri, più di 120 dal 2011. Grazie alla maionese vegana Hampton Creek è anche uno dei cosiddetti ‘unicorni’ di Silicon Valley, vale a dire una compagnia che ha una valutazione superiore al miliardo di dollari.

La sfida per tutti i concorrenti non è tanto produrre la carne a partire dalle singole cellule, una pratica ormai consolidata come hanno dimostrato i diversi ‘assaggi’ organizzati dai ricercatori, ma farlo ad un prezzo concorrenziale. Nel 2013, quando il ricercatore olandese Mark Post ha presentato per la prima volta al pubblico un hamburger sintetico, mezzo chilo di carne prodotta in laboratorio costava 1,3 milioni di dollari.

Quest’anno Memphis Meat ha invece offerto al pubblico pollo e anatra sintetici ad un costo di 6mila dollari. Il problema da risolvere per abbassare ulteriormente la cifra è superare l’uso di siero bovino fetale, cioè il sangue estratto dai feti di mucche, per far crescere la carne, ma gli scienziati di Hampton Creek starebbero lavorando ad alternative meno costose di origine vegetale.

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