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Cervello, ecco come potenziarlo rendendolo più flessibile

LONDRA – Il cervello lo si potrebbe immaginare suddiviso in aree specifiche, ognuna responsabile di un diverso senso. Ma i ricercatori hanno dimostrato come potenziare le nostre menti e abbattere le barriere in modo che il cervello diventi più flessibile.

Gli scienziati hanno insegnato alle persone non vedenti a leggere in Braille e hanno scoperto che il complesso compito tattile attiva sorprendentemente la corteccia visiva, così come quella tattile.

“I libri di testo ci dicono che la corteccia visiva processa compiti visivi mentre la corteccia tattile, chiamata corteccia somatosensoriale, elabora compiti relativi al tatto,”

ha spiegato l’autore dello studio, Marcin Szwed, della Jagiellonian University in Polonia.

“I nostro obbiettivo era abolire quel punto di vista, mostrando che possiamo stabilire nuove connessioni se intraprendiamo un compito abbastanza complesso”.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Life, avrebbe potuto permetterci di “piegare” diverse sezioni dell’encefalo alla nostra volontà imparando altre abilità, come suonare uno strumento musicale o guidare.

La flessibilità si verifica perché il cervello supera la normale divisione del lavoro e stabilisce nuove connessioni per aumentare il suo potere. La scoperta si basa sulla conoscenza esistente che il cervello è in grado di riorganizzare dopo una lesione voluminosa o come risultato di una massiccia privazione sensoriale come la cecità.

La corteccia visiva dei ciechi, privata del suo ingresso, si adatta ad altre attività come il linguaggio, la memoria, e la lettura Braille al tatto, hanno spiegato i ricercatori. Tuttavia, lo studio è il primo a mostrare che tali adattamenti sono possibili in un tipico cervello adulto.

Szwed ha detto: “Per la prima volta siamo in grado di dimostrare che la riorganizzazione su larga scala è un meccanismo che il cervello adulto è in grado di reclutare quando è sufficientemente messo in discussione”.

Nel corso di nove mesi, 29 volontari hanno insegnato a leggere il Braille ad occhi bendati. Hanno raggiunto la velocità di lettura tra zero e 17 parole al minuto. Prima e dopo il corso, il funzionamento dei loro cervelli è stato studiato utilizzando una risonanza magnetica funzionale (fMRI), al fine di testare l’impatto del loro apprendimento sulle regioni del cervello.

I ricercatori hanno scoperto che, dopo il corso, aree della corteccia visiva (in particolare la Visual Word Form Area) sono state attivate e che sono stati stabiliti collegamenti con la corteccia tattile. In un ulteriore esperimento usando la stimolazione magnetica transcranica (un metodo non invasivo utilizzato per stimolare le piccole regioni del cervello) gli scienziati hanno applicato campi magnetici da una bobina per sopprimere selettivamente la Visual Word Form Area nel cervello dei nove volontari.

Questo ha compromesso la loro capacità di leggere il Braille, a conferma del ruolo di questa regione del cervello per l’attività. Il dottor Szwed ha detto: “Siamo tutti in grado di risintonizzare il nostro cervello, se siamo pronti a lavorarci”.

Egli ritiene che i risultati richiedono un ripensamento della nostra visione dell’ organizzazione funzionale del cervello umano, che è più flessibile rispetto ai cervelli di altri primati.

“La flessibilità in più che abbiamo scoperto potrebbe essere una di quelle caratteristiche che ci hanno resi umani, e ci ha permesso di creare una cultura sofisticata, con pianoforti e alfabeti Braille” ha detto.


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