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Droni che “pensano” come umani per le zone di guerra

I chip "Eyeriss" sono stati messi a punto dal MIT, il Massachussetts Institute of Techonology

BOSTON – Droni che “pensano” come esseri umani potrebbero essere utilizzati nelle zone di guerra: merito dei chip “Darpa” che usano i circuiti neurali per produrre dei comportamenti come quelli del cervello umano.

L’idea arriva da uno studio del MIT, il Massachusetts Institute of Technology, che ha messo a punto questi chip, chiamati Eyeriss, che possono essere usati nei droni sui campi di battaglia per identificare gli obiettivi. E questa scoperta in futuro potrebbe essere utilizzata anche per i telefoni e i tablet.

Il Pentagono, infatti, sta finanziando ricerche per sviluppare un microchip che non solo promette un’intelligenza artificiale simile al cervello umano, ma è sufficientemente piccolo per essere innestato in moltissimi dispositivi mobili.

Noto come Eyeriss, spiega il quotidiano britannico The Daily Mail, il processore si basa su circuiti neurali che sono modellati sul cervello umano. Una tecnologia che può essere utilizzata sui campi di battaglia, per far sì che dei robot conducano i combattimenti in base al loro stesso apprendimento, autonomamente, senza bisogno dell’analisi umana.

 

Per esempio, un drone che è stato potenziato con Eyeriss potrebbe allertare i soldati sul campo una volta identificato l’obiettivo, in un modo molto più efficace di quanto possano fare occhi umani.

Il chip è stato sviluppato dai ricercatori del MIT in collaborazione con Darpa, il dipartimento di ricerca scientifica avanzata del Pentagono.

 

 

I circuiti neurali vengono solitamente fatti usando i ‘graphics processing units’ (GPUs, unità di elaborazione grafica), chips presenti in tutti i dispositivi elettronici dotati di uno schermo.

 

Questi sistemi di intelligenza artificiale simili al cervello dipendono da larghi processori, che non sono pratici per i dispositivi mobili.

Con questa nuova scoperta per la prima volta degli scienziati sono riusciti a ridurre la tecnologia in modo da poter fornire le stesse capacità a dispositivi più piccoli.

 

I ricercatori del MIT sostengono che Eyeriss sia dieci volte più efficiente di un GPU mobile, così potrebbe essere usato anche nei dispositivi mobili come smartphone e tablet. 

 

 

 


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