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Esperienze di pre morte? “Un trucco della mente”

ROMA – Nuotare con le sirene, camminare sul proprio corpo, riunirsi con un parente defunto, rincorrere la luce in fondo a un tunnel: i racconti delle esperienze pre morte sembrano avere degli elementi in comune, passando da una cultura all’altra. Le NDE (Near Death Experience) riguardano generalmente fenomeni descritti da soggetti che hanno ripreso le funzioni vitali dopo aver sperimentato condizioni di encefalogramma piatto o di arresto cardiocircolatorio, così come da pazienti che sono stati in coma. C’è poi il caso di  persone che dicono di aver provato esperienze di pre morte quando hanno rischiato di mettere fine alla loro esistenza, per esempio durante un grave incidente, al quale però sono sopravvissuti.

Quanto c’è di concreto in questi episodi e fino a che punto la scienza può fornire una spiegazione sufficientemente chiara? Come si legge sul DailyMail, se lo è chiesto Steven Laureys, neurologo belga, che ha esaminato le NDE di 400 persone provenienti da tutto il mondo, tra le quali quella di una donna entrata in coma durante la gravidanza. Quest’ultima ha raccontato di essersi riunita con un uomo che aveva amato in passato. “Lui era morto in un incidente aereo, ma sono riuscita a vederlo fisicamente integro. E’ stata un’esperienza prettamente visiva, c’era un cielo azzurro e un brillante raggio di luce ci avvolgeva”, ha detto.

Lungi dal rappresentare un filo conduttore con l’aldilà, le esperienze di pre morte potrebbero essere semplicemente un trucco della mente. Laureys ritiene che possa verificarsi un fenomeno di NDE in presenza di iperventilazione, ovvero una serie frequente di atti respiratori che portano ad una riduzione notevole dell’anidride carbonica nel sangue, unita a repentini cambiamenti posturali. In generale, in seguito a improvvise alterazione dei livelli di ossigeno nel sangue. Nessun evento soprannaturale dunque. Anzi, se ciò fosse vero, testimonierebbe una ricca vita neurologica del paziente anche in condizioni estreme di salute. “In tutto il mondo storie di esperienza di quasi morte continuano ad emergere e questo significa che siamo in grado di individuare fattori simili e cercare di capire che cosa le sta causando”, ha specificato Laureys.


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