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ExoMars, Samantha Cristoforetti: “Prima Luna, poi su Marte”

ROMA – Prima torneremo sulla Luna, poi su Marte. A dirlo è Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’Esa, che ha passato sette mesi in orbita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, Iss. La sonda ExoMars dell’Esa e dell’Asi è partita il 14 marzo a caccia di vita microbica su Marte e la Cristoforetti spiega che si tratta di una missione bellissima e molto importante.

La Cristoforetti intervistata da Antonio Lo Campo sul Secolo XIX spiega che bisogna attendere ottobre per l’arrivo di ExoMars sul pianeta rosso e che si tratta solo del punto di partenza:

“«È bellissima. Stiamo andando ad esplorare Marte, per ora con i nostri alter-ego robotici. Ci andremo due volte: adesso con un lander più piccolo, che atterrerà in ottobre, se tutto andrà bene. E poi tra due anni con un rover a guida italiana che verrà controllato dal centro Altec di Torino. E con una caratteristica unica: cercare vita passata o presente, con una trivella che andrà in profondità per cercarla».

E gli astronauti su Marte? Lei ci andrebbe?
«Siamo ancora in una fase di studio di tecnologie e concetti da mettere a punto. Poi, tra una decina d’anni, quando avremo molti più dati dai rover, quando avremo inviato nuovi rover sulla Luna e quando avremo creato una base sulla Luna abitata da uomini e donne, avremo molti più elementi per far partire dei piani più precisi. Se ci andrei? Certamente! Ma dobbiamo prima avere le capacità tecnologiche per andarci».

In che attività è impegnata al momento?
«Sono impegnata su diversi fronti. Sono in un gruppo che collabora con la Cina, perché vogliamo incrementare il nostro lavoro anche nell’ambito dei voli umani con il programma cinese. Ecco perché sto imparando il cinese. Poi, la prossima estate, prenderò parte a “Caves”, un programma dell’Esa che ci porterà ad esplorare alcune grotte sotterranee in Sardegna. Intendiamo anche ampliare le nostre strutture in vista del dopo-Stazione Spaziale. Inoltre al “Centro astronauti europei” avremo presto un “analogo lunare”, in cui lavorare su un terreno con caratteristiche prossime alla regolite, che ricopre la superficie della Luna»”.

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