Scienza e Tecnologia

Fukushima, radiazione continua: “L’incidente è ancora in corso”

Fukushima, radiazione continua: "L'incidente è ancora in corso"

TOKYO – A sei anni dal disastro nucleare di Fukushima, la centrale devastata dal terremoto e poi dallo tsunami dell’11 marzo del 2011 continua a emettere radiazioni a livelli considerati “drammaticamente pericolosi”. Una telecamera in questi giorni ha filmato l’interno del reattore numero due. Dal filmato registrato prima che la telecamera si rompesse si è scoperto un buco di due metri (CLICCA QUI per guardare la foto). Un foro che si è creato come conseguenza della fusione del nocciolo di uranio innescata dall’incidente nucleare.

Abbiamo la prova che l’incidente è ancora in corso” dice Valerio Rossi Albertini, fisico nucleare del Cern. Che aggiunge: “Il foro che si è creato è una conseguenza della fusione del nocciolo di uranio”.

Un dato su tutti: all’interno del reattore 2 le particelle emesse raggiungono i 530 sievert l’ora, una quantità sufficiente per uccidere un essere vivente in pochi minuti. “Un livello così alto di radiazioni, se la misurazione è esatta, sta a indicare che il materiale fuso in seguito all’incidente non è lontano e, soprattutto, non è immerso nell’acqua”, ha spiegato alla tv pubblica Nhk Hiroshi Miyano, docente all’Università Hosei e a capo di una commissione di studio sullo smantellamento della centrale giapponese.

“La scoperta del foro di due metri nella griglia sottostante il contenitore del reattore n. 2 di Fukushima Daiichi e il livello di radioattività misurato in quel preciso punto e superiore ai valori del 2011 – ripete Valerio Rossi Albertini – dimostrano che l’incidente è ancora in corso e non si è esaurito”.

“Ora — prosegue lo scienziato del Cnr — anche se è improbabile, non si può escludere l’ipotesi estrema che il processo di fusione possa essere ancora in corso. Intanto resta difficile stabilire se la struttura del vessel abbia ceduto come conseguenza della fusione del nocciolo o per un cedimento provocato dal terremoto e dal successivo tsunami”.

 

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