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Gatti, killer coccoloni: minaccia per toxoplasmosi e…

ROMA – Peter Marra, famoso scienziato ed ornitologo americano, ha scritto un libro intitolato “Cat Wars:the devastating consequences of a cuddly Killer” (La guerra dei gatti: le devastanti conseguenze di un killer coccolone).

Marra, il direttore dello Smithsonian migratory bird centre a Washington, afferma che i gatti sono un vero e proprio problema per altri mammiferi e volatili; solamente in Inghilterra uccidono circa 55 milioni di uccelli ogni anno, mentre negli USA la cifra si aggira attorno ai 2.5 miliardi. A preoccupare Marra, però, non è solo l’impatto che i felini hanno sulla natura, ma la minaccia che rappresentano anche per la salute dell’uomo, trasmettendo infezioni come la toxoplasmosi, che può essere trasmessa attraverso le feci dei felini.

La toxoplasmosi può causare aborti spontanei nelle donne incinte, ed è stata collegata ad ansia e depressione. In rari casi, può portare anche alla cecità. Secondo lo scienziato, la soluzione sarebbe gli “arresti domiciliari” o, addirittura, la morte e nel corso di un’intervista a Radio 4, Marra si rivolge ai padroni dei felini, invitandoli a “se volete portarli all’aperto, usate un guinzaglio”.

Facendo accapponare la pelle a milioni di amanti dei felini domestici, lo scienziato infine suggerisce una soluzione ancora più radicale, ovvero praticare l’eutanasia su quelli che non trovano casa o che non possono essere tenuti sotto controllo.

Sorprendentemente, anche la PETA, associazione per i diritti degli animali, ha recentemente affermato che l’abbattimento a volte potrebbe essere la risposta a questo genere di problemi, riporta il Daily Mail.

Marra spiega che, globalmente, il gatto è ritenuto responsabile dell’estinzione di almeno 60 specie tra uccelli, rettili e mammiferi, e racconta la storia dello “Stephens island”, un minuscolo scricciolo, incapace di volare, che un tempo viveva solo sulle coste di un’isola neozelandese. Nel 1894, il gatto del guardiano del faro, Tibbles, sterminò l’intera specie dei volatili in soli dodici mesi. “Nonostante il tenero nome, questo gatto fu responsabile della sparizione di una specie di uccelli”, ha concluso lo scienziato.


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